L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’ICE MATTEO ZOPPAS
Cento anni al servizio delle imprese. È un traguardo importante, soprattutto perché accompagnato da risultati incredibili. Pensate, nel 1926 si esportava il 12% del prodotto interno lordo.
Nel 2026 l’Italia esporta il 32% di quanto produce internamente. La conoscete bene la ragione di questa crescita. Perché da sempre, non solo per gli ultimi 100 anni, vinciamo giorno per giorno le nostre partite.
Giorno per giorno i nostri prodotti vincono la sfida di essere migliori, più belli, fatti meglio.
Da Leonardo da Vinci a Michelangelo, da Cristoforo Colombo a Marco Polo, da Amerigo Vespucci ad Antonio Meucci, da Guglielmo Marconi a Enzo Ferrari siamo sempre stati artisti, mercanti, innovatori, ingegneri, creativi, designer, va detto, soprattutto imprenditori. Abbiamo sempre guardato oltre i nostri confini con la voglia di conquistare il mondo. Con la consapevolezza di saper fare meglio e di più.
In tutto questo c’è un comune denominatore. La persona. La qualità delle persone, la capacità delle persone. L’intraprendenza delle persone ed il rispetto delle persone e tra le persone.
In questa magnifica Nazione, al di là dei dibattiti, dei colori e delle difficoltà, siamo capaci di fare, creare,
costruire e migliorare.
Bisogna dirlo, nel tempo siamo diventati globali, siamo pasta, pizza, siamo vino, siamo moda, siamo automobili, siamo Ferrari, siamo Nutella, siamo Versace, siamo Dolce E Gabbana, e ancora siamo Pizza, siamo Poltrona Frau, siamo Azimut, Ferretti e San Lorenzo. Chiedo già perdono per le realtà che non ho citato, ma siete così tanti e così tutti importanti che non basterebbe una giornata intera ad elencarvi.
E lo siamo un contesto in cui, al di là dei confronti necessari, esiste un sistema che aiuta, assiste, incentiva, la creazione di valore e la diffusione di questo valore verso destinazioni che ormai ci riconoscono un’identità indissolubile: NOI SIAMO MADE IN ITALY.
Ci vorrebbe una persona di impresa, una persona che ha viaggiato bussando alle porte più difficili per vendere i suoi prodotti, una persona con esperienza di rappresentanza, per esempio confindustriale, ci vorrebbe una persona che conosce da dentro le logiche aziendali e di internazionalizzazione ma anche istituzionali per poter testimoniare lo sforzo in atto da parte del sistema paese.
Nel sottolineare il ruolo ed il merito di quanto viene fatto per aiutare tutte le imprese, quelle grandi e quelle medie e piccole, che hanno bisogno di una guida solida, credibile ed affidabile, porgo un saluto particolare al Vice Primo Ministro Antonio Tajani, Ministro vigilante del nostro operato, che sta sensibilizzando la diplomazia verso gli obiettivi noti. Lui è l’uomo della Diplomazia della crescita.
Le aziende devono anche essere competitive e con strumenti che dall’Italia rendono più agevole e snello, per dirla in termini di Lean Manufacturing, il loro lavoro. Per questo saluto e ringrazio il Ministro Adolfo Urso, con un dicastero che affronta tematiche, lo sappiamo, molto complesse e importanti con cui collaboriamo nelle attività di attrazione degli investimenti diretti in Italia.
A cavallo del 900’ fino al dopo guerra, 30 milioni di italiani sono andati all’estero, portando con sé ben solidificate, le nostre tradizioni. Sono diventati in nostri primi importanti motori della promozione dell’italianità nel mondo, prima di tutto per il saper cucinare. Dobbiamo a loro se oggi si stimano quasi 300.000 veri ristoranti italiani nel mondo che sono stati da subito, ambasciatori della cucina italiana. E dobbiamo ringraziare la perseveranza e l’intuizione del ministro Francesco Lollobrigida che, oltre alla particolare attenzione alle attività di internazionalizzazione del settore, ha portato la Cucina italiana ad essere riconosciuta come Patrimonio immateriale UNESCO. L’Italia nel 2025 ha raggiunto il suo record storico per le esportazioni dell’agroalimentare con 72,4 miliardi di euro.
Ma possiamo raccontare ancora di più e meglio i nostri prodotti insieme al racconto del nostro Paese.
Pensate alla potenzialità dell’enoturismo, alla potenzialità del cicloturismo, che mettono insieme promozione del territorio e promozione di prodotti made in Italy. Ministro Giammarco Mazzi, vi sono delle opportunità concrete, con Enit si intravedono sinergie che possono creare ancora più valore.
Va sottolineato che i risultati di continua crescita del Made In Italy in questi anni di criticità e difficoltà sono anche il risultato di un concreto lavoro di politica economica estera che la premier Giorgia Meloni sta portando avanti, affiancata dal ministro Antonio Tajani.
Nessuno deve sentirsi solo: esiste un Sistema Paese tecnico che aiuta le imprese.
Alle nostre competenze di promozione e sviluppo si affiancano Sace per l’assicurazione del credito, Simest per i finanziamenti agevolati e molto altro e Cassa depositi e prestiti con strumenti sempre più aperti al mondo delle imprese. Saluto Regina Corradini D’arienzo, Paola Valerio e Laurent Franciosi.
Si può però considerare un sistema paese più ampio perché gli imprenditori e le imprese, che sono le vere protagoniste, possono e devono contare su una rete allargata dove ogni Ente, Istituto ed organizzazione spinge per contribuire alla crescita. Dai Ministeri con attività anche di modifiche normative, alle rappresentanze delle categorie, alle Camere di commercio in Italia ed all’estero con le
quali vogliamo e dobbiamo collaborare sempre nel rispetto del quadro normativo perché sono enti capaci di sviluppo. Vinitaly negli Stati Uniti ne è un esempio concreto. Saluto il segretario generale di UnionCamere Giuseppe Tripoli e il Presidente di Assocamerestero Mario Pozza.
Nel lontano 1924 una missione commerciale sbarcava via nave a New York prima ancora dell’apertura
dell’ambasciata. Quella missione diede vita due anni dopo all’INE, Istituto nazionale per le esportazioni,
diventato ICE nel dopoguerra.
Guardiamo al futuro.
Signor Ministro, grazie per sensibilizzare quotidianamente i corpi diplomatici al contributo alla crescita dell’economia, grazie per gli indirizzi che insieme alla cabina di regia indicate al sistema paese. Per il commercio sono 100 anni che gli imprenditori non sono soli all’estero, oggi assistiti da quasi cento uffici di persone che li guidano ed accompagnano nei mercati consolidati e ad aprire nuovi mercati.
Siamo un braccio operativo del Sistema Paese ed è opportuno il raccordo con il corpo diplomatico nel rispetto delle competenze e specializzazioni.
Il Made in Italy cresce, perché l’obiettivo delle imprese è crescere, nei volumi e nei valori. Ma chi fa la differenza sono le persone, il merito è delle persone.
Ho l’onore di rappresentare un Istituto così autorevole, così strategico in un momento unico.
Quest’anno ICE compie 100 anni, ed il mio ringraziamento va a quelle persone che hanno saputo, nel tempo, creare opportunità prima dei risultati, hanno creato valore per le imprese, hanno contribuito alla crescita della nostra immagine nel mondo. Ringrazio chi mi ha preceduto e tutti coloro che mostrano capacità di fare con cui dobbiamo remare nella stessa direzione. La nostra economia per il 30% è sostenuta dalle esportazioni perciò se cresce l’export, cresce l’economia, se cresce l’occupazione, cresce
il Paese.
Grazie a tutti, grazie ICE.
