Francia
NUBI SULL'ECONOMIA FRANCESE, MINACCIATA DALLA RECESSIONE.
La Francia entrerà in recessione nell'autunno del 2026? In ogni caso, si trova in una situazione di estrema precarietà. Quasi tutti gli indicatori sono in rosso: la crescita è fiacca, i consumi restano stentati nonostante una lieve ripresa primaverile e l'occupazione è depressa. L'inflazione, in leggera accelerazione, aggrava la contrazione del potere d'acquisto. In sostanza, non si intravede nulla che possa far sperare in una svolta capace di risollevare la situazione da questo clima di stagnazione. L’Istituto nazionale di statistica e studi economici (Insee) ha pubblicato i dati rivisti sulla crescita per i primi due trimestri dell'anno, che tengono conto, in particolare, dell'impatto delle ondate di caldo e della siccità sulla produzione agricola. Una volta ricalcolati i dati, il verdetto è severo: invece di registrare un aumento dello 0,1% come inizialmente stimato, il prodotto interno lordo (PIL) è arretrato dello 0,2% nel primo trimestre. Nel secondo trimestre è rimasto invariato (0,0%), a fronte di una prima stima che prevedeva una lieve crescita dello 0,2%. Tecnicamente, non si può ancora parlare di recessione, che si definisce come due trimestri consecutivi di crescita negativa. Tuttavia, una cosa è già certa: il governo farà molta fatica a raggiungere l'obiettivo di crescita per l'anno, fissato allo 0,7%, e non riuscirà a riportare il deficit pubblico al 5% del PIL, come auspicato. (ICE PARIGI)
Fonte notizia: FT – Le Monde
