Brasile
BRASILE, I CAPITALI ALL’ESTERO VALGONO IL DOPPIO DELLE RISERVE
Lo stock di attività detenute all’estero ammontava a 740,3 miliardi di dollari a fine 2025, in crescita del 13,1% in un anno. La metà è concentrata nelle mani di 77 investitori.A fine 2025 i capitali brasiliani detenuti all’estero ammontavano a 740,3 miliardi di dollari, il doppio delle riserve internazionali del Paese. Lo stock complessivo di attività detenute fuori dal Brasile era aumentato di 85,9 miliardi di dollari, pari al 13,1%, rispetto a fine 2024, segnando la maggiore crescita annuale dal 2014, secondo i dati della Banca centrale. A detenere questi asset sono 32.403 soggetti, di cui 28.286 persone fisiche, con 281,5 miliardi di dollari, e 4.117 società, con 458,8 miliardi. Particolarmente concentrata è la distribuzione della ricchezza: 77 investitori con patrimoni superiori al miliardo di dollari detengono complessivamente 371,1 miliardi, pari alla metà dello stock totale. La principale forma di investimento è quella diretta all’estero, che comprende partecipazioni societarie e operazioni tra imprese dello stesso gruppo, per uno stock di 562,1 miliardi di dollari a fine 2025. I principali centri di destinazione sono Paesi Bassi (99,3 miliardi), Isole Vergini Britanniche (96,9 miliardi), Isole Cayman (78 miliardi), Bahamas (64,1 miliardi) e Lussemburgo (39,5 miliardi). Secondo Fernando Rocha, responsabile del dipartimento statistico della Banca centrale, l’aumento dello stock nel 2025 è stato trainato soprattutto dagli investimenti diretti all’estero e dalla crescita del numero di soggetti che hanno dichiarato attività fuori dal Paese, saliti dell’11,5% rispetto al 2024. I dati più recenti sui flussi esterni, relativi ad agosto 2026, mostrano invece un deficit delle partite correnti di 5,1 miliardi di dollari, contro 3,8 miliardi nello stesso mese del 2025. Nei dodici mesi terminati ad agosto, il disavanzo ha totalizzato 63 miliardi, pari al 2,47% del Pil. Nello stesso periodo, il flusso di investimenti diretti esteri verso il Brasileè stato di 86,6 miliardi di dollari, equivalenti al 3,39% del Pil. La Banca centrale ha inoltre rilevato un forte aumento degli utili dichiarati come distribuibili nel 2025, passati da 38,8 a 84,7 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente. L’incremento è stato associato anche alle modifiche fiscali entrate in vigore nel 2026, che hanno incentivato alcune società ad anticipare la distribuzione di utili accumulati. (ICE SAN PAOLO)
Fonte notizia: Ansa
