Brasile
BRASILE, IL MERCATO DEL LAVORO NEL COMMERCIO PERDE SLANCIO
Prima inversione dal 2021: nei primi sette mesi il saldo occupazionale passa da +125.800 a -7.800 posti.Il commercio brasiliano torna a perdere occupazione: nei primi sette mesi dell’anno il saldo tra assunzioni e licenziamenti è negativo per 7.800 posti di lavoro formali, contro un saldo positivo di 125.800 nello stesso periodo del 2025. È la prima volta dal 2021, quando è iniziata l’attuale metodologia del Caged (Registro generale dei lavoratori occupati e disoccupati), che le uscite superano le entrate nel comparto. Tra gennaio e luglio il mercato del lavoro nel complesso ha registrato 972.200 nuovi posti formali, il 29% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il saldo è diminuito anche in agricoltura (-51%), industria (-40%) e servizi (-15%), mentre la costruzione è stato l’unico settore a segnare un aumento, con 180.400 nuovi posti, il 2% in più su base annua. Nel commercio, la contrazione è concentrata soprattutto nel commercio al dettaglio, che ha registrato un saldo negativo di 51.700 posti, contro +44.100 nello stesso periodo del 2025. Il commercio all’ingrosso e il commercio automobilistico sono rimasti invece in territorio positivo, ma con saldi inferiori rispettivamente del 48% e del 44% rispetto all’anno precedente. Secondo l’economista e ricercatrice dell’Istituto brasiliano di economia della Fundação Getulio Vargas (FGV Ibre) Janaína Feijó, il segmento risente della debolezza delle vendite e della situazione finanziaria delle imprese: a luglio il fatturato del commercio al dettaglio è diminuito dello 0,8% rispetto a giugno, mentre le vendite di mobili ed elettrodomestici sono calate del 4,9%, secondo l’IBGE, l'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica. A questo si aggiunge il numero crescente di imprese sottoposte a recupero giudiziale. A giugno erano 6.341 le aziende brasiliane in questa condizione, escluse microimprese, ONG, filiali e società inattive, e 1.649 appartenevano al commercio, il numero più elevato tra i settori. Infine, secondo Feijó, la crescita dell’e-commerce sposta parte dell’attività dai negozi fisici verso marketplace, centri di distribuzione e hub logistici, dove l’organizzazione del lavoro può essere più automatizzata. (ICE SAN PAOLO)
Fonte notizia: Ansa
