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21 Settembre 2026

Svizzera

TASSE EXTRA PER I COMMERCIANTI DI MATERIE PRIME? "NON CI STIAMO"

Suissenégoce, associazione delle imprese svizzere attive nel commercio delle materie prime e nel trasporto marittimo, si oppone a nuove imposte sui profitti del settore, sostenendo che le aziende già versano centinaia di milioni di franchi in tasse. Secondo la segretaria generale Florence Schurch, i commercianti di materie prime non sono responsabili né delle crisi geopolitiche né direttamente del prezzo della benzina, determinato anche da raffinazione, trasporti, cambio e imposte. Sul fronte energetico, Schurch ritiene che la Svizzera non rischi una carenza di petrolio, grazie alle riserve strategiche e alla possibilità di approvvigionarsi da Paesi alternativi come Norvegia, Africa e Stati Uniti. Il principale rischio è invece un aumento dei prezzi, aggravato dalle difficoltà logistiche e dai maggiori costi di trasporto e assicurazione legati alle tensioni in Medio Oriente e alla situazione degli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb. Per la raffineria di Cressier, che copre circa il 30% del fabbisogno nazionale, la Confederazione ha autorizzato l'utilizzo delle riserve strategiche, anche a causa dei bassi livelli del Reno che limitano il trasporto via nave. Secondo Schurch, l'episodio evidenzia l'importanza di mantenere raffinerie e riserve energetiche nazionali. Infine, Suissenégoce sottolinea che, nonostante gli elevati profitti delle società di trading, il loro ruolo è fondamentale per garantire l'approvvigionamento energetico della Svizzera, soprattutto in periodi di crisi e di forte volatilità dei prezzi. (ICE BERNA)


Fonte notizia: awp/ats