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21 Settembre 2026

Svizzera

VOTAZIONI DEL 27 SETTEMBRE: POSSIBILE SCONFITTA DELLA NEUTRALITÀ

A una decina di giorni dalle votazioni del 27 settembre, l’iniziativa sulla neutralità si trova in una posizione difficile.   Il fronte del “no” al testo, che mira a sancire nella Costituzione una concezione restrittiva della neutralità, ha perso nove punti percentuali in un mese. Al momento, secondo il secondo sondaggio della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), il 63% dell’elettorato prevede di respingere l’iniziativa lanciata da Pro Svizzera. Solo il 34% la sostiene e il 3% rimane indeciso. I rapporti di forza sono simili anche nella diaspora elvetica.  L’avanzata del “no” si osserva in maniera omogenea. Anche tra l’elettorato dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) – l’unico partito a sostenere l’iniziativa – l’approvazione del testo è scesa di nove punti percentuali in un mese, attestandosi al 77%.   Il politologo dell’istituto demoscopico gfs.bern Lukas Golder osserva che, all’interno dell’elettorato dell’UDC, la questione è più aperta del previsto. “Non si tratta di uno dei temi preferiti dal partito”, spiega. “Sulle questioni relative alla migrazione o alle relazioni con l’Unione Europea, la base di solito si schiera in modo più compatto dietro la linea ufficiale”.   Gli elettori e le elettrici di tutti gli altri partiti, dal canto loro, prevedono di respingere il testo in modo sempre più netto. Anche le persone senza affiliazione partitica, che all’inizio della campagna erano ancora favorevoli, sono passate nel campo del “no”. Solo chi nutre diffidenza nei confronti del Governo continua a sostenere la proposta con scarso entusiasmo.   L’iniziativa che chiede alla Confederazione di promuovere la produzione e il consumo di alimenti di origine vegetale ha visto diminuire il proprio sostegno rispetto al primo sondaggio.   Se a metà agosto, il fronte favorevole e quello contrario erano ancora testa a testa, quasi due terzi delle persone intervistate (64%) intendono ora votare “no”. Solo il 33% sostiene il testo, mentre il 3% rimane indeciso.  Anche gli svizzeri e le svizzere all’estero, che un mese fa erano favorevoli all’iniziativa, ora vi si oppongono in larga maggioranza (59%). Il testo mantiene tuttavia un sostegno maggiore all’interno di questo elettorato, dove il 37% ha dichiarato che intende votare “sì” e il 4% rimane indeciso. Due sono le spiegazioni di questo fenomeno: la Quinta Svizzera tende a votare maggiormente a favore dell’ecologia ed è meno coinvolta nei dibattiti nazionali sulle carenze del testo.   L’elettorato dei Verdi è l’unico che continua a sostenere l’iniziativa, con una percentuale del 78%. Coloro che simpatizzano per il Partito socialista (PS) e il Partito verde liberale (PVL), che all’inizio della campagna erano favorevoli, si sono schierati con il “no”.  Un’ampia maggioranza degli intervistati e delle intervistate continua, tuttavia, a riconoscere la legittimità delle argomentazioni contenute nel testo. In particolare, riconosce che il riscaldamento globale e l’inquinamento minacciano le risorse idriche e che è necessario agire.  Lukas Golder si aspetta che la dinamica a favore del “no” continui a rafforzarsi da qui al giorno del voto e porti a una bocciatura dell’iniziativa alle urne.  (ICE BERNA)


Fonte notizia: SWI swissinfo.ch