Israele
RIVISTO AL RIBASSO IL DATO SULLA CRESCITA NEL SECONDO TRIMESTRE
L'economia israeliana mostra segnali di ripresa dopo le tensioni recenti, anche se i numeri ufficiali dipingono un quadro sfaccettato. Nel secondo trimestre dell'anno, l'Ufficio Centrale di Statistica ha registrato un deciso balzo del PIL, rivedendo però leggermente al ribasso la stima iniziale dal 15,4% al 14,9% su base annua. Allo stesso tempo, sono stati corretti i dati relativi al primo trimestre — segnato dal conflitto con l'Iran —, ridimensionando la contrazione economica dal 2,2% all'1,7%. Questo forte recupero primaverile è stato trainato da una spinta diffusa in quasi tutti i comparti. Il settore privato ha messo a segno un +15,4%, affiancato da un netto incremento della spesa pubblica (+22,2%) e da una ripartenza dei consumi privati (+15%). Anche l'import-export ha viaggiato a ritmi sostenuti, con le esportazioni in crescita del 16,6% e le importazioni non militari a +24,4%. Tuttavia, guardando alla tendenza di fondo su un orizzonte più ampio, la crescita appare molto più contenuta. Confrontando il primo semestre dell'anno con la seconda metà del precedente, il PIL complessivo segna un incremento del 3,5%, che scende ad appena l'1,1% se si escludono le operazioni di grandi multinazionali come Nvidia, che hanno sede legale nel Paese ma producono e vendono all'estero. In questa prospettiva semestrale, i consumi privati risultano persino in lieve flessione (-0,1%), suggerendo come la forte accelerazione del secondo trimestre sia stata soprattutto una reazione di "rimbalzo" post-crisi, favorita anche dalle recenti fluttuazioni dei tassi di cambio. (ICE TEL AVIV)
Fonte notizia: Globes
