Svizzera
LA SESSIONE AUTUNNALE SI PREANNUNCIA ESPLOSIVA: ACCORDI CON L’UE, FINANZIAMENTO
Sarà il Consiglio degli Stati ad avviare, durante la sessione autunnale, tre giorni di dibattito sul pacchetto di accordi con l’Unione Europea (UE). Tra i temi chiave figurano il recepimento dinamico del diritto europeo, la protezione dei salari e una clausola di salvaguardia nel caso di un’immigrazione eccessiva in Svizzera. Dal 28 settembre si discuterà anche se gli accordi con l’UE debbano essere sottoposti soltanto a referendum facoltativo. La questione è se sia sufficiente la maggioranza semplice del popolo oppure se, come chiedono diversi membri del Consiglio degli Stati, sia necessario un referendum obbligatorio e quindi anche la più difficile maggioranza dei Cantoni. Per le svizzere e gli svizzeri residenti all’estero, il nuovo pacchetto di accordi con l’UE riveste una certa importanza. Queste prestazioni spettano soltanto alle persone residenti in Svizzera. Tuttavia, “capita ripetutamente che alcune persone soggiornino all’estero, senza un motivo importante, per più dei tre mesi consentiti e senza comunicarlo”, sospetta il promotore della proposta, il consigliere nazionale Thomas de Courten, che vuole contrastare il fenomeno. La misura non prende di mira cittadini e cittadine svizzeri, bensì persone di nazionalità straniera. Ma nel caso in cui anche svizzere e svizzeri di fatto emigrati avessero mantenuto la residenza ufficiale in Svizzera per percepire prestazioni complementari, ne sarebbero interessati. Un’altra proposta dell’UDC prende di mira le doppie cittadinanze. Anche in questo caso, il partito si concentra esplicitamente solo sulle persone straniere naturalizzate in Svizzera. “Le svizzere e gli svizzeri all’estero che acquisiscono un’ulteriore cittadinanza non sono interessati”, si legge testualmente nella mozione. Gli argomenti avanzati dovrebbero tuttavia far drizzare le orecchie anche agli 840’000 svizzeri e svizzere all’estero, almeno ai 630’000 che possiedono una doppia cittadinanza. Anche la politica di sicurezza promette dibattiti accesi. L’esercito svizzero è scarsamente in grado di difendere il Paese e ha urgente bisogno di fondi. Su questo vi è ampio consenso. Il disaccordo riguarda però il finanziamento. Il bilancio ordinario dell’esercito approda ora al Consiglio nazionale e ammonta a 3,4 miliardi di franchi. Si discuterà inoltre di un finanziamento straordinario ideato dal Consiglio federale in agosto: le eccedenze delle entrate fiscali non dovrebbero più essere destinate, come di consueto, alla riduzione del debito, bensì all’acquisto di armamenti. Le svizzere e gli svizzeri all’estero che continuano a votare in Svizzera potrebbero essere interessati anche alle iniziative che saranno sottoposte a votazione durante la sessione autunnale. Di seguito una panoramica. L’iniziativa per la democrazia chiede procedure di naturalizzazione semplificate e approda al Consiglio degli Stati. Propone di estendere la naturalizzazione agevolata alla seconda generazione di persone straniere e a chi vive in Svizzera da decenni. La commissione competente raccomanda di respingerla. L’iniziativa per l’inclusione mira a ridurre gli ostacoli per le persone con disabilità e sarà trattata dal Consiglio nazionale. Esiste già un controprogetto, la legge sull’inclusione. La commissione competente propone ora alla Camera di ampliarla ulteriormente, mentre raccomanda di respingere l’iniziativa. L’iniziativa popolare “Sì alla sicurezza dell’approvvigionamento medico” riguarda la sicurezza delle forniture. Le carenze di medicinali si verificano ripetutamente. Con un controprogetto diretto, il Consiglio federale vuole assicurare che la Confederazione possa adottare misure contro queste penurie. Il dossier approda al Consiglio nazionale. L’iniziativa foie gras vuole vietare l’importazione di prodotti ottenuti mediante alimentazione forzata. Il Consiglio nazionale si è opposto all’iniziativa, sostenendo invece un controprogetto indiretto che prevede un obbligo di dichiarazione. Ora tocca al Consiglio degli Stati. L’iniziativa sulle pellicce chiede di vietare l’importazione e il commercio di pellicce prodotte con metodi crudeli per gli animali e approda anch’essa al Consiglio degli Stati. La commissione competente sostiene modifiche alla legge sulla protezione degli animali come controprogetto, ma raccomanda di respingere l’iniziativa. (ICE BERNA)
Fonte notizia: SWI swissinfo.ch
