News dalla rete ITA

1 Settembre 2026

Serbia

PREVISIONI ECONOMICHE SERBE: INFLAZIONE E CRESCITA

La Banca Nazionale di Serbia (NBS) ha pubblicato le proiezioni economiche e monetarie di agosto, più favorevoli rispetto alle precedenti grazie a una stagione agricola migliore del previsto, a una relativa stabilizzazione in Medio Oriente, a un leggero calo atteso dei prezzi del petrolio entro fine anno e a una domanda interna sostenuta. Sul fronte dell'inflazione, la banca centrale prevede che l'aumento dei prezzi al consumo resterà entro il corridoio obiettivo del 3% ±1,5% fino a fine anno, con una stima media per il 2026 rivista al ribasso al 3,2% (0,4 punti in meno rispetto alla proiezione precedente), grazie a un calo più marcato del previsto dei prezzi di frutta e verdura. La NBS si attende tuttavia un'accelerazione a partire da settembre, con l'inflazione che potrebbe superare leggermente il 4% per effetto della bassa base di confronto dell'anno scorso e dell'aumento dei prezzi mondiali di petrolio e materie prime, mentre nel 2027 è previsto un rallentamento legato alla diminuzione delle pressioni sui costi internazionali e al minor incremento dei salari reali. Sul fronte della crescita, il PIL serbo dovrebbe espandersi del 3,2% quest'anno — dopo un +3,4% nel primo semestre, che potrebbe però rallentare nella seconda metà a causa della situazione idrologica sfavorevole e dell'ondata di calore, con effetti negativi su produzione idroelettrica, trasporto fluviale e raccolti agricoli — per poi accelerare al 4,5% nel 2027, nonostante le tensioni geopolitiche e l'incertezza sulla domanda estera. A medio termine, la NBS prevede una crescita stabile intorno al 3,5% annuo, trainata da consumi, investimenti e dal programma infrastrutturale "Skok u budućnost – Srbija EXPO 2027". Il contributo maggiore alla crescita di quest'anno arriverà dalla domanda interna (2,7% dal consumo privato, 0,4% dalla spesa pubblica, 1% dagli investimenti), mentre le esportazioni avranno un apporto leggermente negativo (-0,5%); tra i settori, i servizi contribuiranno per 2,1 punti, edilizia e industria per 0,2 punti ciascuno e l'agricoltura per 0,3 punti, anche se i raccolti di grano e mais potrebbero risentire dell'ondata di calore di fine luglio. Il tasso di riferimento della NBS resta invariato al 5,75%, mentre l'escalation del conflitto in Medio Oriente viene indicata come il principale rischio per le proiezioni, potendo alimentare l'inflazione globale attraverso l'aumento dei prezzi energetici e i costi di trasporto — un fattore che ha già contribuito a un lieve rialzo dei tassi sui prestiti in dinari ed euro nel secondo trimestre, a fronte di una crescita annua dei prestiti a imprese e cittadini del 16,6% a giugno. Sul mercato valutario, tra aprile e fine luglio la NBS ha acquistato 900 milioni di euro netti, riducendo il disavanzo complessivo a 320 milioni di euro grazie a esportazioni e investimenti diretti esteri. Le proiezioni si basano su un prezzo del petrolio di circa 83 dollari al barile quest'anno e 75 il prossimo, ma in uno scenario pessimistico — con un blocco dello Stretto di Hormuz — il greggio potrebbe salire fino a 120 dollari, accelerando l'inflazione globale e rallentando la crescita serba. Per le imprese italiane, le proiezioni della NBS suggeriscono opportunità nei settori agricolo e infrastrutturale, sostenute dalla domanda interna e dagli investimenti previsti, in un contesto che la banca centrale descrive come resiliente nonostante i rischi geopolitici ed energetici. (ICE BELGRADO)


Fonte notizia: biznis.rs