Svizzera
BASILEA FATICA A MANTENERE IL PROPRIO RUOLO DI POLO FARMACEUTICO MONDIALE
Poche città al mondo hanno un’identità strettamente legata a un determinato settore come Basilea con l’industria farmaceutica. L’aspetto stesso del centro urbano è dominato da Roche e Novartis, due dei più grandi colossi farmaceutici al mondo: attraversando un qualsiasi ponte, infatti, si vedono i bianchi grattacieli gradinati di Roche da un lato e il campus di Novartis dall’altro. Entrambe le aziende hanno messo radici nella regione quasi due secoli fa: “Basilea vanta una lunga tradizione di accoglienza di nuove idee e persone”, dice Maria Luisa Brooke, guida turistica di Basel Tourism. “Così, riesce anche a favorire l’innovazione”. Questo importante passato è insieme una benedizione e un fardello. L’industria farmaceutica ha reso la regione incredibilmente ricca, tanto che il cantone di Basilea Città ha un PIL pro capite di circa 204’070 CHF, significativamente superiore a quello della Svizzera nel suo complesso, pari a 93’450 CHF.Tuttavia, questa dipendenza costituisce anche un punto debole, poiché le città fondate su industrie tradizionali spesso faticano a sopravvivere alle rivoluzioni tecnologiche. Oggi, l’industria farmaceutica globale sta vivendo un momento di grande cambiamento: l’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando la scoperta di nuovi farmaci, le terapie sono sempre più personalizzate, c’è una maggiore mobilità di talenti a livello globale e nuovi attori come la Cina sviluppano farmaci in modo più rapido ed economico. Inoltre, sempre più governi considerano il settore farmaceutico una questione di sicurezza nazionale e investono ingenti somme per potenziare l’industria locale, facendo concorrenza ai centri già affermati. “Negli ultimi due anni ci sono stati notevoli sconvolgimenti, legati a cambiamenti geopolitici epocali”, spiega Joanne Henderson, responsabile della divisione Life Sciences in Europe presso la società immobiliare globale CBRE, che redige un rapporto sui centri di eccellenza nel settore delle scienze della vita. “Ciò sta spingendo le aziende farmaceutiche a ripensare radicalmente i propri processi di produzione, approvvigionamento e distribuzione, nonché le destinazioni dei propri investimenti in ricerca e sviluppo”.Basilea non è più uno dei pochi centri nevralgici esistenti nel settore farmaceutico: Boston, Cambridge nel Regno Unito e Leida nei Paesi Bassi sono rivali ormai affermati, mentre città emergenti come Madrid, Suzhou in Cina e Raleigh, nella Carolina del Nord, si contendono gli investimenti nel settore grazie a università di prim’ordine e incentivi governativi. E Basilea? Riuscirà a mantenere il proprio vantaggio competitivo?Queste domande orientano l’attività di Christof Klöpper, direttore di Basel Area Business & Innovation, l’agenzia per la promozione economica della regione, da più di dieci anni.A livello globale, il settore ha subito un profondo cambiamento all’inizio del secolo con l’ascesa delle biotecnologie. A quel punto, le innovazioni interne non erano più sufficienti a generare profitti per le grandi aziende, dice Klöpper.Novartis era appena nata dalla fusione tra Ciba-Geigy e Sandoz, diventando una delle più grandi aziende farmaceutiche al mondo. Sia Novartis sia Roche potevano vantare farmaci di grande successo e investivano miliardi in moderni campus e grattacieli a Basilea. Ma dietro quel boom le preoccupazioni aumentavano, man mano che le due aziende si espandevano a livello globale alla ricerca delle ultime scoperte in campo biotecnologico.Nel 1990 Roche acquisì una quota di maggioranza in Genentech, pioniere nel settore biotecnologico con sede a San Francisco, un accordo storico che si è concluso nel 2009 con l’acquisto delle quote rimanenti. Nel frattempo, nel 2003 Novartis ha scelto Cambridge, Massachusetts, anziché Basilea, come sede globale per il proprio programma di ricerca preclinicaSecondo Klöpper, le due iniziative hanno costituito un chiaro segnale che “i due colossi farmaceutici non avrebbero più svolto tutte le loro attività qui a Basilea. Ci siamo resi conto che, se non avessimo cercato attivamente di promuovere l’innovazione in città, si sarebbero trasferiti altrove”. Il modello di riferimento è stato Boston. L’espansione non si è arrestata. Nel 2022, nel vicino cantone di Basilea Campagna, è stato inaugurato un parco nazionale dell’innovazione grande quanto otto campi da calcio, dimensioni che nei prossimi cinque anni dovrebbero raddoppiare grazie a nuovi laboratori, spazi di lavoro e di ricerca. (ICE BERNA)
Fonte notizia: SWI swissinfo.ch
