Brasile
BRASILE, L'IMPASSE SULL'URANIO BLOCCA 1.168 PROGETTI MINERARI
Aree ricche anche di terre rare, nichel e rame: il governo valuta aperture ai privatiL'incertezza sul futuro di dieci grandi aree brasiliane con giacimenti di uranio sta bloccando 1.168 procedimenti minerari relativi ad altre risorse, tra cui terre rare, nichel, oro, ferro, rame, manganese e bauxite. Le aree, distribuite in nove Stati e nella regione di confine tra Rio Grande do Norte, Pernambuco e Paraíba, sono riservate allo Stato poiché l'uranio è soggetto al monopolio federale e la sua estrazione è affidata alla società pubblica Indústrias Nucleares do Brasil (INB). La sovrapposizione impedisce di fatto l'avanzamento di numerosi progetti, compresi quelli legati a minerali considerati strategici per la transizione energetica e per le catene industriali globali. Il Ministero delle Miniere e dell'Energia sta accelerando per superare il vincolo e consentire partnership tra INB e imprese private, applicando una legge del 2022. Il ministero ha già inviato alla Presidenza una bozza di decreto attuativo, attualmente all'esame della Casa Civil, senza indicazioni sui tempi di pubblicazione. Alcune delle aree sono riservate da decenni senza che le risorse di uranio siano state trasformate in attività commerciale, mentre nel frattempo si sono accumulate richieste per l'esplorazione di altri minerali. Lo sblocco potrebbe quindi aprire spazio a nuovi investimenti nell'attività estrattiva brasiliana. (ICE SAN PAOLO)
Fonte notizia: Ansa
