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25 Agosto 2026

Svizzera

FCS: TELEFONATE FRAUDOLENTE A NOME DI AUTORITÀ DIMINUITE DEL 75%

Le misure contro le chiamate fraudolente a nome delle autorità stanno mostrando risultati concreti. Dopo l'estensione, dal 1° luglio 2026, dell'obbligo di identificazione anche ai numeri mobili svizzeri falsificati, le segnalazioni sono diminuite di oltre il 75%, scendendo sotto quota 100 in luglio, rispetto alle oltre 400 mensili registrate nel primo semestre.La ciberminaccia resta tuttavia elevata: nei primi sei mesi dell'anno, l'Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha ricevuto 27'128 segnalazioni volontarie e 200 relative a incidenti presso infrastrutture critiche. La frode continua a essere una delle attività più redditizie per i criminali informatici.Il rapporto semestrale dell'UFCS evidenzia un ricorso crescente all'intelligenza artificiale (IA), utilizzata per creare contenuti credibili e personalizzati. I criminali sfruttano annunci online, motori di ricerca e dati sottratti per raggiungere le vittime con approcci mirati ed emotivi. Tra i bersagli figurano in particolare le persone in cerca di un impiego, attirate con presunti lavori da sogno o progetti di investimento.Nel primo semestre sono anche aumentate le segnalazioni di phishing legato a Microsoft 365. Dopo aver compromesso gli account di posta elettronica aziendali, gli aggressori si sono spacciati per dirigenti o addetti agli help desk per accedere ai sistemi o avviare direttamente transazioni finanziarie.Anche i presunti aggiornamenti di sicurezza sono stati utilizzati per diffondere malware.Gli attacchi ransomware sono rimasti stabili a 79 casi, ma hanno evidenziato una crescente diversificazione. Si è inoltre accentuata la frammentazione delle famiglie di questi malware estorsivi.In merito agli attacchi alle infrastrutture critiche, che vanno segnalati entro 24 ore, nel primo semestre sono state inoltrate 200 notifiche: il 19,4% dal settore amministrativo e il 18,6% da aziende IT e telecomunicazioni. Gli episodi di hacking hanno rappresentato circa il 26% dei casi, seguiti dal furto di credenziali di accesso (13,5%), dalle fughe di dati e dagli attacchi DDoS (12,7% ciascuno). (ICE BERNA)


Fonte notizia: awp/ats