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20 Agosto 2026

Serbia

NUOVE REGOLE PER I DRONI IN SERBIA

Il governo serbo ha adottato una nuova normativa sulle Zone Geografiche per i Sistemi di Aeromobili Senza Pilota, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e applicabile dal 29 ottobre 2026, che introduce regole dettagliate sull'uso dei droni e definisce le aree in cui i voli sono vietati o consentiti solo previa approvazione, come riportato da ekapija.com. Secondo le nuove disposizioni, gli utilizzatori dovranno verificare tramite un'applicazione mobile le zone e le restrizioni vigenti prima di ogni volo, distinguendo tra aree ristrette (indicate in arancione) e proibite (in rosso); il volo libero sarà consentito fino a 120 metri di altezza al di fuori di tali zone, mentre oltre questa quota sarà necessaria una preventiva assegnazione dello spazio aereo da parte della Direzione dell'Aviazione Civile. La normativa introduce restrizioni significative lungo i confini di Stato, dove i voli sono vietati entro 300 metri dalla linea di frontiera salvo autorizzazione della Direzione e del Ministero degli Affari Interni, e lungo la linea amministrativa con Kosovo e Metohija, dove il divieto si estende a 5 chilometri con eccezioni subordinate all'approvazione del Ministero della Difesa e a un preavviso di 48 ore alla polizia locale. Sono inoltre vietati i sorvoli entro 500 metri da installazioni militari, del Ministero degli Interni e dell'Agenzia di Sicurezza e Informazione (1.000 metri per i campi di addestramento), entro 500 metri da Assemblea Nazionale e Presidenza della Repubblica, ed entro 150 metri da ministeri, tribunali, ambasciate e consolati, con possibilità di permessi speciali muniti di identificazione remota attiva. Per gli aeroporti, i voli sono proibiti entro i confini di piste ed eliporti, con zone di prossimità di 3 chilometri per i sei scali principali (Belgrado/Nikola Tesla, Nis/Costantino il Grande, Uzice/Ponikve, Belgrado/Batajnica, Kraljevo/Morava e Vrsac) e di 1,5 chilometri per gli altri, salvo eccezioni per droni leggeri in categoria aperta. Ulteriori limitazioni riguardano il sorvolo di autostrade, strade e ferrovie — vietato lungo il tracciato e in una fascia di 20 metri, salvo condizioni specifiche di altezza e contatto visivo — nonché di impianti industriali e infrastrutture energetiche e idriche, dove la distanza minima è di 100 metri, elevabile a 500 metri per impianti che trattano sostanze esplosive o tossiche. Sono infine vietati i voli a meno di 15 metri in orizzontale e 50 metri in altezza da edifici residenziali (salvo eccezioni per decollo/atterraggio o consenso dei residenti), così come nelle aree naturali protette di livello I e in prossimità dei siti di nidificazione di rapaci protetti in determinati periodi. La normativa prevede infine la possibilità per unità militari, di polizia o di sicurezza di intervenire contro droni in volo non autorizzato, ponendo su operatori e piloti la responsabilità di verificare preventivamente le zone applicabili. Per le imprese italiane attive nella sicurezza, nella tecnologia per droni e nei servizi di monitoraggio, la nuova disciplina apre opportunità nello sviluppo di soluzioni conformi ai requisiti del mercato serbo. (ICE BELGRADO)


Fonte notizia: ekapija.com