Serbia
CRISI ENERGETICA IN SERBIA
Le autorità serbe si trovano ad affrontare una potenziale crisi energetica, come riportato da novaekonomija.rs, a causa dei bassi livelli idrici del Danubio che hanno ridotto significativamente la produzione delle centrali idroelettriche. Già da maggio, la produzione della centrale idroelettrica di Djerdap 1 si è attestata al 20%, mentre Djerdap 2 al 30%. Il Primo Ministro Djuro Macut ha invitato i cittadini a un uso razionale di acqua ed elettricità, sebbene abbia assicurato che la situazione attuale non avrà ripercussioni sulla popolazione. Esperti come Ilija Batas Bjelić dell'Istituto di Scienze Tecniche dell'Accademia Serba delle Scienze e delle Arti, evidenziano che la riduzione della produzione era prevedibile sin da maggio, data la mancanza di nevicate sulle Alpi, che alimentano il Danubio. Sebbene la Serbia possa importare energia per coprire il deficit, la sostenibilità di tale soluzione dipende dalla capacità economica del paese. Miloš Zdravković, esperto di energia, ha sottolineato che la decisione sull'eventuale introduzione di restrizioni è politica, privilegiando l'importazione all'introduzione di razionamenti. Il problema è aggravato dai picchi di consumo energetico dovuti all'ondata di calore estiva, con temperature previste intorno ai 40 gradi, mettendo sotto pressione il sistema elettroenergetico serbo. Le previsioni per i mesi a venire sono "molto impegnative", soprattutto in vista dell'inverno. Per le aziende italiane, questa situazione potrebbe aprire opportunità nel settore delle energie rinnovabili o nell'offerta di soluzioni per l'efficienza energetica, data la crescente necessità della Serbia di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento e ottimizzare il consumo. (ICE BELGRADO)
Fonte notizia: novaekonomija.rs
