Serbia
EMERGENZA IDRICA IN SERBIA
Il Ministro dell'Agricoltura, delle Foreste e della Gestione delle Acque, Dragan Glamočić, ha dichiarato durante una visita alla stazione di pompaggio "Bezdan" sul Danubio che la Serbia sta affrontando una delle situazioni idrologiche più difficili degli ultimi cento anni. Il livello del fiume a Bezdan è sceso al di sotto della soglia per cui la stazione era stata originariamente progettata, con le previsioni che indicano un'ulteriore diminuzione nelle prossime settimane e mesi. "Approfondiremo i canali di alimentazione, impiegheremo macchinari aggiuntivi e adotteremo tutte le misure per garantire il massimo afflusso d'acqua e prolungare il funzionamento della stazione di pompaggio", ha affermato Glamočić, aggiungendo che verrà intensificata anche la vigilanza contro il prelievo illegale di acqua, in coordinamento con i servizi di ispezione e il Ministero degli Interni. Il ministro ha inoltre sottolineato che il sistema, pur migliorato negli anni scorsi, è stato progettato su dati idrologici ormai superati e richiederà nuovi investimenti e una revisione dei progetti esistenti per affrontare le condizioni estreme attese in futuro, ricordando che anche l'Ungheria — situata a monte della Serbia sul Danubio — ha dichiarato lo stato di emergenza per la carenza idrica. Il Segretario provinciale per l'agricoltura, la gestione delle acque e le foreste, Vladimir Galić, ha reso noto che il governo della Voivodina ha dichiarato lo stato di emergenza nei comuni di Sombor, Kula e Vrbas, direttamente legati al funzionamento del Grande Canale di Bačka e della stazione di Bezdan, stanziando d'urgenza 270 milioni di dinari all'impresa pubblica "Vode Vojvodine" per la rimozione dei sedimenti dai canali di accesso che alimentano la stazione. Il direttore ad interim di "Vode Vojvodine", Igor Kolaković, ha spiegato che le misure finora adottate — dragaggio, approfondimento dei letti fluviali e interventi sugli aggregati — hanno permesso di mantenere in funzione la stazione fino a un livello di meno 131 centimetri, mentre i nuovi fondi consentiranno di approfondire ulteriormente il canale di alimentazione. Le previsioni parlano di un possibile ulteriore calo di circa 20 centimetri, "motivo per cui ogni giorno è importante", ha precisato Kolaković. Sul campo è già stata impiegata meccanizzazione specializzata, inclusi escavatori anfibi, per rimuovere i depositi e approfondire i percorsi tra il Danubio e la stazione di pompaggio. Il basso livello del fiume, oltre all'approvvigionamento della rete di canali, rischia di incidere anche su irrigazione, ecosistemi, trasporto fluviale, esportazione di prodotti agricoli e fornitura di energia — uno scenario che apre potenziali spazi di collaborazione per le imprese italiane del settore idrico, sia nell'introduzione di nuove tecnologie per la gestione sostenibile delle risorse in condizioni climatiche estreme, sia nella modernizzazione delle infrastrutture esistenti. (ICE BELGRADO)
Fonte notizia: biznis.rs
