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28 Luglio 2026

Arabia Saudita

LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA IN ARABIA SAUDITA VA OLTRE GLI IMPIANTI E PUNTA alle prestazioni dell'intera filiera

A meno di quattro anni dal traguardo della National Water Strategy 2030, l'Arabia Saudita ha ormai consolidato il ruolo del capitale privato nella gestione della propria filiera idrica, evolvendo da una semplice costruzione di impianti a una gestione integrata ed efficiente della risorsa. In un Paese privo di fiumi permanenti, con precipitazioni annue inferiori ai 120 mm e un consumo pro capite molto elevato, la società statale SHARAKAT si inserisce come ponte cruciale tra la strategia nazionale e i mercati internazionali. Attraverso i modelli di partenariato pubblico-privato (PPP), SHARAKAT ha già finalizzato progetti per oltre 15,4 miliardi di dollari, contribuendo all'obiettivo del piano nazionale di privatizzazione di attrarre 64 miliardi di dollari entro il 2030. Nel 2026 la rete conta 15 asset operativi, sei in costruzione, nove in fase di gara e oltre 21 nuovi interventi programmati fino al 2033. Il focus della strategia saudita si è spostato sulla prestazione e sulla sostenibilità dell'intero ciclo dell'acqua: dal contrasto alle perdite di rete (che superano il 25%) fino alla transizione verso la tecnologia di dissalazione a osmosi inversa (SWRO), meno energivora e in grado di abbattere drasticamente le emissioni di carbonio. Mentre la National Water Company gestisce la distribuzione finale agli utenti, SHARAKAT coordina le infrastrutture di produzione, trasmissione, stoccaggio e il trattamento delle acque reflue. Promuovendo l'innovazione tecnologica e l'efficienza operativa, l'Arabia Saudita attrae così investimenti e concessioni a lungo termine (da 25 a 35 anni), confermando il settore idrico come uno dei principali pilastri per la diversificazione economica e per l'attrazione di capitali esteri nel Paese.   Fonte notizia:MEED https://www.meed.com/saudi-water-privatisation-moves-beyond-assets-to-full-chain-performance (ICE RIYADH)


Fonte notizia: Meed