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27 Luglio 2026

Bulgaria

DA LEADER EUROPEO A IMPORTATORE: IL DECLINO DELL’AGLIO BULGARO

Fino a circa trent’anni fa, la Bulgaria era tra i principali produttori di aglio in Europa. Regioni come Petrich, Sandanski, Parvomaj, Pazardzhik, Plovdiv, Haskovo, Dobrudzha e parte della Bulgaria nord-occidentale offrivano condizioni ideali per la coltivazione, che rappresentava una tradizionale fonte di reddito per molte famiglie agricole. Oggi la situazione è completamente cambiata. La produzione nazionale è crollata: dai 34.100 tonnellate raccolte nel 1995 si è passati ad appena 780 tonnellate nel 2024, con una diminuzione di quasi il 98%. Questo ha fatto scendere la Bulgaria all’86º posto tra i produttori mondiali. Di conseguenza, il Paese importa oggi molto più aglio di quanto ne produca. Nel 2024 sono stati importati oltre 1,56 milioni di chilogrammi di aglio fresco, provenienti principalmente da Albania, Turchia, Cina, Egitto, Grecia e Spagna. A livello mondiale, la Cina domina il mercato, con oltre 21,6 milioni di tonnellate all’anno, pari a circa il 73% della produzione globale, ed è anche il principale esportatore. L’India è il secondo produttore mondiale, ma consuma gran parte del raccolto sul mercato interno. L’Egitto sta emergendo come esportatore grazie ai raccolti precoci e alla vicinanza all’Europa, mentre la Spagna resta il leader dell’Unione europea per qualità e produzione, nonostante i prezzi più elevati rispetto al prodotto cinese. Anche Argentina, Turchia e alcuni Paesi dell’Asia centrale stanno rafforzando la loro presenza sui mercati internazionali. (ICE SOFIA)


Fonte notizia: Standart