BRASILE, FRENANO FUSIONI E ACQUISIZIONI: -6% NEL SEMESTRE PER TASSI E DAZI USA
Operazioni ai minimi dal 2018: investitori più selettivi tra costo del denaro e incertezzeIl mercato brasiliano delle fusioni e acquisizioni rallenta nel primo semestre del 2026, condizionato dagli alti tassi di interesse e dalle nuove incertezze legate ai dazi commerciali statunitensi. Secondo dati elaborati dalla società di consulenza Seneca Evercore, le operazioni di M&A con aziende brasiliane hanno raggiunto un valore complessivo di 30,5 miliardi di dollari, in calo del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025.Più marcata la riduzione del numero delle transazioni, scese del 21% a 330 operazioni, il livello più basso dal primo semestre del 2018. Gli investitori stanno adottando un approccio più prudente: da un lato valutano l’acquisto di azioni quotate a prezzi più convenienti, dall’altro i venditori con asset di qualità resistono a cedere a valutazioni inferiori.Il nuovo pacchetto di dazi deciso dall’amministrazione Trump aumenta l’incertezza per la seconda metà dell’anno, mentre il costo elevato del credito continua a frenare il mercato. Secondo Danilo Borges del Bradesco BBI, le aziende più indebitate stanno ricorrendo a operazioni strutturate, come fusioni, dismissioni di asset strategici e reverse Ipo, per ridurre la leva finanziaria.Tra i settori più resilienti emergono infrastrutture, energia, porti, trasmissione elettrica e data center, grazie alla stabilità dei flussi di cassa e alla prospettiva di lungo periodo. (ICE SAN PAOLO)
Fonte notizia: ANSA
