Guinea
GUINEA: DAI RIFIUTI ALL’ENERGIA, CONAKRY CERCA INVESTITORI
Conakry – La Guinea sta moltiplicando le iniziative per sviluppare un settore di recupero energetico dai rifiuti. In pochi mesi, le autorità guineane hanno già discusso diversi progetti di conversione dei rifiuti in energia, guidati da investitori stranieri: l’ultimo annuncio è giunto dalla Cina, quando durante le celebrazioni per il 105° anniversario del Partito comunista cinese, il 7 luglio a Conakry, Wang Hui, consigliere economico e commerciale dell’ambasciata cinese in Guinea, ha detto che Pechino desidera sostenere il Paese nello sviluppo di progetti di conversione dei rifiuti in energia.Secondo il diplomatico, questa cooperazione rappresenta la continuazione della recente visita del primo ministro Bah Oury in Cina, durante la quale ha visitato in particolare una centrale elettrica specializzata nel recupero di energia dai rifiuti: “La Cina intende proseguire le consultazioni con la parte guineana al fine di introdurre tecnologie cinesi avanzate in questo settore, promuovere la realizzazione di progetti di produzione di energia elettrica dai rifiuti e contribuire allo sviluppo urbano verde e sostenibile della Guinea” ha detto Wang Hui, secondo quanto riportato da Guinea News.Questo annuncio non rappresenta, tuttavia, un’iniziativa isolata: dall’inizio dell’anno, le autorità guineane sono impegnate in discussioni con diversi partner internazionali a questo proposito. Lo scorso giugno, il ministero dei Servizi igienico-sanitari, delle risorse idriche e degli idrocarburi ha avviato un dialogo con la società americana Landaira, specializzata in questo settore: le discussioni si sono concentrate sullo sviluppo di soluzioni per la produzione di biocarburanti, fertilizzanti organici ed energia elettrica verde a partire dai rifiuti, con l’obiettivo di fornire energia alle aree periurbane e alle comunità distanti dalle principali reti elettriche. Alcuni mesi prima, a marzo, il governo aveva ricevuto una delegazione della società americana Satarem Company, venuta a presentare un progetto per il recupero dei rifiuti solidi domestici e dei rifiuti dalle fognature: questo progetto, del valore di 250 milioni di dollari, prevede la realizzazione di infrastrutture in grado di produrre circa 30 megawatt di elettricità, affrontando al contempo le problematiche legate alla gestione dei rifiuti urbani.Questa iniziativa rientrava nella visione Simandou 2040, un programma concepito per accelerare la trasformazione economica del Paese attraverso la strutturazione degli investimenti in infrastrutture e settori produttivi.Nel suo Patto sull’energia, il governo guineano si è posto l’obiettivo di aumentare il tasso nazionale di accesso all’elettricità dall’attuale 53% al 100% entro il 2030, mobilitando al contempo 7,6 miliardi di dollari di investimenti privati nel settore: i progetti di recupero energetico dai rifiuti potrebbero quindi costituire una fonte complementare di produzione di energia elettrica, insieme agli investimenti previsti nelle energie rinnovabili, in particolare l’energia idroelettrica e l’energia solare. (ICE DAKAR)
Fonte notizia: infoafrica
