Svizzera
AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE AL 70%: LA SVIZZERA VOTA IL 27/9
Il 27 settembre il popolo svizzero voterà sull'iniziativa "Per un'alimentazione sicura", seconda proposta dell'attivista ecologista Franziska Herren dopo il fallimento, nel 2021, dell'iniziativa sull'acqua potabile (bocciata da oltre il 60% dei votanti). Il testo, depositato nell'agosto 2024 con 112'736 firme valide, punta ad alzare l'autosufficienza alimentare svizzera dal 46% ad almeno il 70% entro dieci anni, chiedendo di riorientare la politica agricola verso la produzione e il consumo di alimenti vegetali piuttosto che animali. L'iniziativa persegue anche obiettivi ambientali: tutela delle risorse idriche sotterranee, salvaguardia di biodiversità e fertilità dei suoli, promozione di sementi naturali e riproducibili. Il fronte favorevole è limitato: oltre al comitato promotore, solo i Giovani Verdi tra i partiti e Pro Natura Svizzera tra le grandi organizzazioni ambientaliste sostengono il testo. L'opposizione è invece compatta: il Consiglio federale respinge l'iniziativa senza controprogetto, ritenendo la Costituzione già sufficiente a orientare la politica agricola; in Parlamento il testo è giudicato unanimemente troppo radicale, e anche un controprogetto diretto più limitato è fallito, sostenuto solo da Partito socialista, Verdi e Verdi liberali. Si oppongono anche le principali organizzazioni economiche e agricole. Chi sostiene l'iniziativa evidenzia la vulnerabilità della Svizzera, che con un tasso di autoapprovvigionamento netto del 42% dipende fortemente dalle importazioni ed è esposta a crisi come guerre, conflitti commerciali o eventi climatici estremi. Sottolinea inoltre che quasi il 60% delle superfici agricole è oggi destinato al foraggio animale: riconvertendole a colture per consumo umano diretto si potrebbero ottenere fino a dieci volte più calorie disponibili. I promotori criticano infine l'allevamento come responsabile di crisi climatica, eccessiva fertilizzazione e acidificazione dei suoli. Gli oppositori, riuniti nell'Alleanza contro l'iniziativa sull'alimentazione (agricoltura, industria alimentare, ristorazione, commercio, regioni di montagna), parlano di un "diktat vegano". Il punto più contestato è l'obiettivo del 70%, giudicato irrealistico senza un drastico intervento statale sui consumi di carne. Viene evidenziato come l'attuale 46% rifletta la topografia del Paese: in molte regioni montane, dove i terreni sono troppo ripidi per altre colture, l'allevamento resta l'unico uso possibile del suolo, e l'iniziativa rischierebbe di compromettere alpeggi e terreni di montagna. I contrari paventano infine un aumento dei prezzi delle derrate alimentari svizzere e un conseguente incremento del turismo degli acquisti. (ICE BERNA)
Fonte notizia: swissinfo.ch
