Israele
BOOM DI LAVORATORI STRANIERI: STIPENDI REALI BLOCCATI E RISCHI PER LA PRODUTTIVI
Il rapporto annuale del Ministero del Lavoro israeliano per il 2025 lancia un forte allarme sulla "rivoluzione dei lavoratori stranieri". La decisione del Governo di sostituire circa 100.000 operai palestinesi (bloccati dopo lo scoppio della guerra) immettendo sul mercato manodopera estera a basso costo sta soffocando la crescita dei salari e congelando l'innovazione tecnologica. Nel 2025 lo stipendio medio reale in Israele è cresciuto appena dello 0,3%: l'abbondante offerta di immigrati ha azzerato l'esigenza dei datori di lavoro di competere offrendo stipendi più alti. Il Governo ha innalzato le quote massime di lavoratori stranieri al 3,4% della popolazione (fino a 335.000 persone, con l'ipotesi di salire a 400.000), estendendo i visti a settori precedentemente protetti come commercio, ristorazione e servizi. Il Ministero paventa che i cittadini israeliani abbandonino progressivamente i lavori manuali ("colletti blu"), riducendo le opportunità per le fasce a bassa scolarizzazione e creando una pericolosa dipendenza dall'esterno, critica in caso di future emergenze nazionali. Inoltre, la disponibilità di manodopera sottopagata disincentiva le imprese dall'investire in automazione e nuove tecnologie, aggravando il già cronico ritardo di Israele nella produttività dei settori non legati all'export. (ICE TEL AVIV)
Fonte notizia: calcalist
