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7 Luglio 2026

Svizzera

WAV, UN MODELLO COOPERATIVO PER L'INVESTIGAZIONE IN SVIZZERA

In un paesaggio mediatico sotto pressione, il collettivo zurighese WAV ha scelto una voce originale: produrre inchieste senza disporre di un proprio media. La giovane struttura collabora con redazioni."WAV non è un media", riassume uno dei suoi membri Lorenz Naegeli in un'intervista per iscritto a Keystone-ATS. "WAV è un partner d'investigazione per i media, la società civile e il settore non a scopo di lucro." Dal suo lancio, le inchieste sono state pubblicate in 72 media elvetici, dal magazine Beobachter a Republik, passando dal settimanale svizzero tedesco WOZ.Rafforzare i canali esistentiIl collettivo è nato dalla constatazione che le redazioni dispongono di sempre meno tempo e mezzi per condurre investigazioni complesse.Il modello di WAV si basa sulla specializzazione in indagini di lunga durata, sull'analisi di grandi quantità di dati e sullo sviluppo di strumenti digitali propri."Stiamo mettendo a punto una combinazione di tempistiche, metodi specifici e competenze che costituisce la base di un lavoro investigativo approfondito e perseverante", sottolinea Naegeli a nome del collettivo.Questo approccio gli permette di concentrarsi su temi giudicati pertinenti piuttosto che sulla caccia all'attualità.Forte indipendenza editorialeL'organizzazione rivendica inoltre una forte indipendenza editoriale.Costituita sotto forma di cooperativa non a scopo di lucro, essa appartiene ai suoi collaboratori.Il suo finanziamento si basa su varie fonti: contributi legati alle pubblicazioni, sovvenzioni, mandati retribuiti per organizzazioni non governative e donazioni da parte di privati.Il collettivo ammette di lavorare anche per alcune ONG, ma insiste su una rigorosa separazione tra inchiesta giornalistica e incarichi su commissione.A proposito del suo nome WAV, si tratta di un acronimo che indica originariamente un formato audio che registra le conversazioni senza comprimerle. "È così che vogliamo indagare: osservare con attenzione e tenere conto del contesto. Perché il dietro le quinte racconta delle storie", conclude Naegeli. (ICE BERNA)


Fonte notizia: AWP/ATS