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3 Luglio 2026

Svizzera

BNS: BANCHE SVIZZERE PRONTE IN CASO DI CRISI

Sia UBS sia la maggior parte delle banche orientate al mercato interno sarebbero in grado di sopportare le perdite in caso di "scenari avversi rilevanti". È quanto mette in evidenza la Banca nazionale svizzera (BNS) nel suo ultimo rapporto sulla stabilità del sistema finanziario elvetico, pubblicato oggi."Nel complesso, il settore bancario svizzero è ben preparato per far fronte alle difficoltà del contesto attuale", scrive nel documento l'istituto di riferimento. Allo stesso tempo, ammette, la situazione resta difficile, a causa del conflitto in Medio Oriente, delle tensioni legate al commercio internazionale e delle incertezze geopolitiche e macroeconomiche.La redditività del settore, prosegue la BNS, è complessivamente migliorata nel 2025. Grazie alle loro riserve di capitale e di liquidità le banche non risultano solo resilienti, bensì possiedono anche un'ampia capacità di erogazione di prestiti.L'andamento è tuttavia stato diverso per i tre istituti di importanza sistemica orientati al mercato interno. La redditività di PostFinance e della Banca cantonale di Zurigo (ZKB) è infatti aumentata, mentre è calata quella del gruppo Raiffeisen.Per quanto riguarda UBS, lo scorso anno la sua capacità di generare utili è migliorata grazie alle performance delle attività di gestione patrimoniale e di investment banking. Il numero uno del ramo inoltre, sottolinea la BNS, supera i requisiti per i fondi propri contemplati dalla regolamentazione too big to fail, che entrerà in vigore a partire dal 2030.Come già annunciato, la BNS sostiene il pacchetto di misure proposto dal Consiglio federale, che prevede la copertura integrale con fondi propri delle partecipazioni all'estero delle banche. La crisi di Credit Suisse ha dimostrato che i rischi in questo ambito non sono adeguatamente coperti dall'attuale regime normativo in materia di capitale, motiva l'istituto.Le prove di stress della BNS rilevano che le banche orientate al mercato interno possiedono riserve di capitale in grado di sostenere l'impatto economico di scenari di crisi senza ridurre l'erogazione di crediti. Tali istituti rimangono tuttavia particolarmente vulnerabili a un potenziale marcato rialzo dei tassi d'interesse associato a una correzione dei prezzi sul mercato immobiliare svizzero.Sul fronte della liquidità, gli eventi del 2022-2023 in Svizzera e negli Stati Uniti hanno mostrato che i deflussi di fondi possono esaurire rapidamente le riserve, anche se ingenti.Alcuni istituti potrebbero anche incorrere nel rischio di carenze di liquidità in valute estere, sottolinea la BNS. "È quindi essenziale che le banche preparino sufficienti garanzie ammissibili per l'accesso al sostegno della BNS (schema di liquidità esteso, SLE) e, se del caso, delle banche centrali estere".Infine, l'istituto aggiunge che gli intermediari finanziari non bancari (IFNB) - ovvero fondi di investimento, casse pensioni e compagnie assicurative - "svolgono un ruolo importante nel sistema finanziario svizzero, con possibili implicazioni per la stabilità finanziaria".Esistono infatti forti interdipendenze tra il settore bancario elvetico svizzero e gli IFNB sia residenti che esteri. Questi ultimi sono collegati principalmente a UBS, a causa delle sue dimensioni, della sua vasta gamma di attività e del suo profilo internazionale.Gli attivi finanziari degli IFNB svizzeri sono "considerevoli": secondo i dati raccolti regolarmente dalle autorità a fine 2025 corrispondevano complessivamente al 554% del Pil svizzero ovvero al 171% degli attivi finanziari del settore bancario elvetico. (ICE BERNA)


Fonte notizia: awp/ats