Svizzera
INFLAZIONE IN SVIZZERA ALLO 0,5% IN GIUGNO
L'inflazione in Svizzera rimane più o meno stabile: il rincaro su base annua si è attestato allo 0,5% in giugno, dopo lo 0,6% di maggio e aprile, lo 0,3% di marzo e lo 0,1% nei primi tre mesi dell'anno.Il dato rispecchia le attese degli economisti: le stime degli esperti interpellati dall'agenzia Awp prevedevano un'inflazione annua compresa tra lo 0,4 e lo 0,5%.Stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), in giugno l'indice dei prezzi al consumo (IPC) è rimasto invariato rispetto al mese precedente, attestandosi a 101,3 punti. La stabilità dei prezzi, viene sottolineato, è il risultato di tendenze opposte che si son compensate a vicenda. A livello mensile i prezzi sono rimasti stabili (0,0%), anche in questo caso il dato è in linea con le stime: i pronostici erano tra lo 0,0 e lo 0,1%.La voce di spesa principale delle famiglie svizzere, l'affitto, ha registrato ancora una volta un aumento dell'1,4% rispetto a giugno 2025, mentre i prodotti petroliferi hanno subito un balzo del 15,4% a causa degli effetti della guerra in Medio Oriente sui prezzi. Sempre su base annua, il costo della salute è invece diminuito dello 0,4% e quello di alimenti e bevande dell'1,2%. Il prezzo del caffè è così sceso del 3,3%.Lo zoccolo dell'inflazione - che nella definizione dell'UST è il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti - mostra una stabilità rispetto al mese precedente (0,0%) e una variazione del +0,3% su base annua.Per l'insieme dell'anno, la maggior parte degli economisti prevede un'inflazione compresa tra lo 0,5% e lo 0,7% e tra lo 0,6% e lo 0,8% nel 2027.A questo livello, i prezzi si collocano nella fascia compresa tra lo 0% e il 2% difesa dalla Banca nazionale svizzera (BNS) e che essa equipara alla stabilità dei prezzi. L'istituto di emissione non dovrà quindi, a priori, intervenire nei prossimi mesi sul proprio tasso di riferimento."La Svizzera non deve far fronte a un problema di inflazione generalizzata, ma ad alcuni aggiustamenti settoriali molto localizzati", con il settore immobiliare che rimane il principale motore dei prezzi, ha commentato Arthur Jurus, direttore degli investimenti presso la banca Oddo BHF Svizzera.Protetta dall'inflazione cosiddetta "importata" grazie alla forza del franco, la Confederazione presenta prezzi al consumo nettamente inferiori rispetto alla zona euro, che a giugno ha registrato un'inflazione al 2,8%. I dati svizzeri sono anche ampiamente al di sotto del tasso registrato negli Stati Uniti, che a maggio ha raggiunto il 4,2% (IPC) su base annua.Il franco continua infatti "a svolgere il suo ruolo di ammortizzatore macroeconomico": un apprezzamento del 10% della valuta elvetica riduce l'inflazione di circa un punto percentuale con un ritardo di diversi trimestri, ha spiegato Jurus. (ICE BERNA)
Fonte notizia: awp/ats
