Bulgaria
BULGARIA: SALARI IN RAPIDO AUMENTO SPINGONO L’INFLAZIONE PIÙ DELLA PRODUTTIVITÀ
La Bulgaria si colloca tra i primi 10 Paesi dell’Unione Europea per crescita della produttività del lavoro nel primo trimestre, secondo Eurostat. La produttività reale per lavoratore è aumentata dell’1,3% su base annua, un dato ben superiore alla media UE (+0,1%). Tuttavia, questo risultato positivo è accompagnato da un forte squilibrio: secondo l’Istituto nazionale di statistica (NSI), i salari medi stanno aumentando circa 10 volte più velocemente della produttività. Tra i Paesi con le migliori performance di crescita della produttività figurano Danimarca (+4,8%), Lituania (+3,5%) e Slovenia (+2,7%), mentre i peggiori risultati si registrano in Irlanda (-17,1%), Lettonia (-1,3%) e Repubblica Ceca (-0,8%). Oltre alla Bulgaria, nella top 10 rientrano anche Polonia, Estonia, Svezia e Grecia. Paesi tradizionalmente più produttivi, come i Paesi Bassi, risultano dietro alla Bulgaria in termini di crescita, ma ciò si spiega con il loro livello già molto alto di salari e produttività di base. Un problema importante riguarda l’aumento dei costi del lavoro in Bulgaria: nel primo trimestre, il costo orario del lavoro è cresciuto del 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, contro un incremento molto più contenuto del 3–4% nell’UE. Nonostante ciò, il costo medio del lavoro in Bulgaria resta basso (circa 12 euro l’ora contro i 33 euro medi UE). Questa dinamica crea una perdita di competitività per le imprese: mentre la produttività cresce lentamente (+1,3%), i salari aumentano a ritmi a due cifre. Le aziende si trovano quindi davanti a due opzioni: trasferire i maggiori costi sui prezzi finali (alimentando l’inflazione interna), oppure ridurre i propri margini di profitto. Un esempio evidente della rapida crescita dei redditi è la retribuzione minima, che, pur restando la più bassa nell’UE, è aumentata di circa il 200% negli ultimi 10 anni: da 215 € nel 2016 a 620 € nel 2026, con una crescita media annua dell’11,2%. A livello europeo, si osserva inoltre un rallentamento generale della produttività del lavoro. Nel primo trimestre del 2026 la crescita è quasi nulla (+0,1%), rispetto a risultati migliori a fine 2025 (+0,8% per lavoratore e +0,7% per ora lavorata). Dopo una fase di recupero tra fine 2023 e inizio 2025, gli indicatori sono tornati a diminuire. Sia nell’UE che in Bulgaria, i salari crescono più rapidamente della produttività, anche se nel resto dell’Europa il divario è meno marcato. A fine 2025 e inizio 2026, i costi orari del lavoro nell’UE sono aumentati di circa il 3,6–3,7%. Infine, il testo chiarisce che la produttività del lavoro misura il rapporto tra produzione economica e lavoro impiegato, e può essere calcolata per lavoratore o per ora lavorata, indicando quanto valore economico viene generato in un certo periodo. (ICE SOFIA)
Fonte notizia: Economic.bg
