Israele
LE AZIENDE ISRAELIANE CHIUDONO LE ATTIVITÀ IN TURCHIA
A causa della situazione geopolitica in essere in Medio Oriente, si sta consumando un progressivo e drastico distacco economico tra Israele e Turchia. A seguito dell'embargo commerciale totale imposto da Ankara, l'azienda israeliana di sanitari Hamat ha chiuso la sua controllata MCP a Smirne, segnando un ulteriore passo verso l'abbandono delle attività nel Paese. I dati del 2025 evidenziano il crollo: se le importazioni dalla Turchia si sono dimezzate, le esportazioni israeliane si sono quasi azzerate, scendendo a soli 10,9 milioni di dollari. Ciononostante, alcuni colossi come Teva, ICL e Netafim mantengono attive le proprie strutture locali, destinate principalmente al mercato interno turco. Gli esperti sottolineano che parte degli scambi prosegue in modo discreto attraverso Paesi terzi per via della complementarietà delle due economie. Tuttavia, le aziende rimaste affrontano severi rischi di sicurezza e forti proteste pubbliche nei porti. Secondo gli analisti, la situazione non cambierà senza una svolta politica profonda nei rapporti tra i rispettivi leader governativi. (ICE TEL AVIV)
Fonte notizia: Globes
