Serbia
CODE EES: CODE CHILOMETRICHE AI CONFINI PER I TRASPORTI, ATTESA DI BRUXELLES
L'implementazione del sistema EES (Entry-Exit System), avviata il 10 aprile, ha evidenziato fin dalle prime settimane importanti difficoltà operative, soprattutto nei valichi di frontiera ad alta intensità di traffico. Invece di velocizzare i controlli, il sistema ha provocato ritardi significativi e rallentamenti nel flusso di passeggeri e veicoli, sollevando dubbi sulla sua capacità di gestire efficacemente le condizioni reali sul campo.Goran Aleksić, direttore dell'Associazione di trasporto stradale Srbijatransport, ha dichiarato a biznis.rs che i tempi di attesa per il trasporto passeggeri, in particolare per gli autobus, sono aumentati notevolmente poiché tutti i viaggiatori devono scendere dal mezzo e sottoporsi individualmente alla registrazione biometrica. Di conseguenza, le soste possono durare diverse ore. Anche il traffico automobilistico registra code e ritardi significativi.Con l'avvicinarsi della stagione estiva e il previsto incremento dei flussi turistici e di transito verso i Balcani e la Turchia, Aleksić avverte che, senza un rapido adeguamento delle procedure, delle soluzioni tecniche e dell'organizzazione del lavoro, potrebbero verificarsi gravi congestioni e persino il collasso operativo di alcuni valichi di frontiera.Nel trasporto merci, il controllo EES per gli autisti è relativamente rapido, ma i problemi derivano dalla mancata integrazione tra controlli di frontiera, procedure doganali e sistemi informatici. I camion continuano a subire lunghe attese, spesso di molte ore o giorni. Per questo motivo, il settore chiede un migliore coordinamento tra i servizi di frontiera, l'armonizzazione dei sistemi informativi e l'introduzione di corridoi verdi per il trasporto merci.Secondo Aleksić, la criticità maggiore riguarda però l'impatto del sistema EES sulla regola Schengen dei 90 giorni di permanenza in un periodo di 180 giorni. Grazie alla registrazione elettronica di ogni ingresso e uscita, gli autisti professionisti serbi raggiungono rapidamente il limite consentito, rischiando di non poter continuare a lavorare. Ciò riduce la disponibilità di autisti, compromette la continuità operativa delle aziende e genera conseguenze economiche per l'intero settore.Poiché gran parte del commercio estero serbo dipende dal trasporto su strada, il problema incide direttamente sull'economia nazionale. Per questo motivo, oltre ai miglioramenti tecnici alle frontiere, il settore ritiene necessario affrontare urgentemente la questione dello status degli autisti professionisti nell'ambito delle regole Schengen.L'Unione Europea sta valutando possibili soluzioni, dopo che precedenti ipotesi basate su visti nazionali si sono rivelate insufficienti. L'Associazione sostiene che gli autisti professionisti debbano essere considerati una categoria specifica, essenziale per il funzionamento del mercato e delle catene logistiche europee.Una soluzione efficace alle problematiche legate al sistema EES potrebbe portare benefici anche all'Italia, fortemente dipendente dal trasporto su gomma e dagli scambi commerciali con la Serbia e i Balcani, contribuendo a migliorare la fluidità delle catene logistiche e a ridurre i costi operativi delle imprese. (ICE BELGRADO)
Fonte notizia: biznis.rs
