News dalla rete ITA

14 Aprile 2026

Slovacchia

SLOVACCHIA: INDUSTRIA SLOVACCA IN CALO DEL 2,9% A FEBBRAIO

La produzione industriale slovacca ha registrato a febbraio 2026 un calo del 2,9% su base annua, secondo i dati pubblicati dall'Ufficio Statistico della Repubblica Slovacca. Il dato conferma le difficoltà del settore produttivo, che deve fare i conti con una congiuntura internazionale sfavorevole e con alcune criticità specifiche del mercato interno. Il settore automotive, tradizionale pilastro dell'industria slovacca, ha segnato una flessione del 7%. Gli analisti spiegano questo calo con un effetto di confronto sfavorevole: a febbraio dell'anno precedente, i produttori avevano accelerato la costruzione di scorte in previsione dell'introduzione dei dazi statunitensi, gonfiando artificialmente i numeri del 2025. Il confronto anno su anno risulta quindi penalizzato da questa distorsione. Anche la produzione di carburanti ha subito una contrazione, risentendo direttamente del blocco dell'oleodotto Druzhba, colpito da un attacco di droni russi a fine gennaio 2026. La raffineria Slovnaft di Bratislava ha operato a capacità ridotta per tutto febbraio e parte di marzo, con un impatto misurabile sul volume di prodotti raffinati immessi sul mercato. Le previsioni per l'anno in corso indicano solo un moderato recupero industriale. I dati di marzo saranno probabilmente influenzati dai prezzi ancora elevati dell'energia: la società chimica Duslo ha sospeso la produzione di fertilizzanti a causa degli alti costi energetici, una decisione che avrà effetti significativi sul comparto chimico nei mesi successivi. Il contesto generale rimane complesso: la domanda europea di beni manufatti è stagnante, le incertezze sui dazi internazionali pesano sulle catene di fornitura globali e i costi di produzione restano elevati. La Slovacchia, con la sua elevata dipendenza dall'industria manifatturiera e in particolare dall'automotive, è particolarmente esposta a questi venti contrari. Una ripresa più robusta è attesa solo nella seconda metà dell'anno, condizionata dall'evoluzione della domanda tedesca e delle politiche commerciali internazionali. (ICE VIENNA)


Fonte notizia: CAMIT