News dalla rete ITA

9 Settembre 2025

Francia

LA FRANCIA HA APPENA UFFICIALIZZATO IL MARCHIO AMBIENTALE TESSILE

Questa mattina, la Francia ufficializza il marchio ambientale tessile - una grande sfida economica per il settore. Un decreto n° 2025-957 del 6 settembre 2025 è stato pubblicato martedì 9 settembre sulla Gazzetta ufficiale. Il testo definisce le modalità di calcolo e comunicazione del «costo ambientale» dei prodotti tessili d'abbigliamento. La sua entrata in vigore è fissata al 10 ottobre 2025. Uno strumento di trasparenza diventato legge Derivante dalla legge sul clima e la resilienza del 2021, il dispositivo mira a offrire ai consumatori informazioni «affidabili, leggibili e comparabili» sull'impatto ambientale degli indumenti, ricorda il Ministero della transizione ecologica. La valutazione si baserà su un'analisi del ciclo di vita (LCA), arricchita da criteri specifici per il settore tessile come la sostenibilità delle fibre, la biodiversità, le microfibre e la fine della vita al di fuori dell'Europa. Il punteggio finale sarà presentato sotto forma di un indicatore numerico accompagnato da una segnaletica visiva normalizzata. I marchi potranno visualizzarlo direttamente sull'etichetta del prodotto, tramite un codice QR o in modo smaterializzato sul loro sito web. Il calcolo del punteggio prenderà in considerazione diversi parametri, come il consumo d'acqua, le emissioni di gas a effetto serra, la tossicità, ma anche le possibilità di riciclaggio o riparazione, il rilascio di fibre microplastiche (scaricate durante il lavaggio) e un «coefficiente fast-fashion» che tiene conto dei volumi di produzione. Una transizione graduale ma strutturante Il decreto prevede una fase sperimentale di un anno. I marchi potranno pubblicare il loro punteggio su base volontaria. Al termine di questo periodo, la pubblicazione diventerà obbligatoria quando un'impresa comunicherà un indicatore ambientale globale. Questo calendario mira a lasciare tempo agli operatori del settore per adattarsi, ma gli esperti ritengono che i costi di conformità saranno elevati, in particolare per le PMI, che dovranno investire nella raccolta e tracciabilità dei dati attraverso le loro catene di approvvigionamento. Sfida della competitività e allineamento europeo L'iniziativa francese si iscrive in una dinamica europea più ampia. Secondo lo studio Carbone 4, prefigura gli obblighi futuri con il Digital Product Passport e la Green Claims Directive. Questo allineamento potrebbe limitare i rischi di distorsione della concorrenza all'interno dell'UE, ma espone maggiormente il settore francese di fronte agli attori globali della fast fashion, meno costretti nei loro mercati nazionali. Questa iniziativa francese, denominata Écobalyse, si iscrive direttamente nella linea degli sforzi dell'Unione europea. Infatti, la Commissione ha convalidato, dal 14 maggio 2025, la metodologia del Product Environmental Footprint (PEF), un sistema di valutazione ambientale progettato per i settori dell'abbigliamento e della calzatura. Questa decisione ha aperto la strada all'armonizzazione delle pratiche a livello continentale, e l'approccio francese, sebbene specifico per l'Esagono, è percepito come un banco di prova e un precursore delle future normative europee, in particolare il Digital Product Passport e la Green Claims Directive. Il dispositivo francese è quindi allo stesso tempo uno strumento nazionale di trasparenza e un passo avanti verso l'integrazione delle norme ambientali europee. Per i consumatori, questo dispositivo promette uno strumento di confronto inedito, vicino a un Nutri-Score applicato all'abbigliamento. Per gli industriali, invece, l'esposizione ambientale apre un periodo di possibili tensioni. I costi di conformità potrebbero aumentare in modo significativo, soprattutto per i marchi più piccoli che dispongono di risorse limitate. Al contrario, gli attori in grado di investire in filiere sostenibili e in una tracciabilità dettagliata potrebbero trarne un notevole vantaggio competitivo. Infine, appare un rischio reputazionale. Le aziende che scelgono di non pubblicare un punteggio, o che mostrano risultati poco lusinghieri, sono esposte a una perdita di fiducia da parte dei consumatori e a una maggiore pressione della società civile. (ICE PARIGI)


Fonte notizia: YP Fashion United Francia - 09.09.2025