Cile
CILE - ARRIVA IL MICROSCOPIO CON IA CHE ANALIZZA IL MIELE
Il Servizio Agricolo e Zootecnico (SAG) e l’Università SEK hanno presentato a Santiago HoneyAI, un innovativo microscopio dotato di intelligenza artificiale capace di rilevare adulterazioni e malattie del miele in tempi record. La tecnologia, unica nel suo genere in Cile, permette di determinare l’origine botanica del prodotto, identificare patologie come il Nosema sp. e certificare la qualità del miele in maniera più rapida ed economica rispetto ai metodi tradizionali.Secondo Rodrigo Sotomayor, vicedirettore di Gestione Tecnica del SAG, “questo rappresenta un grande passo avanti, perché migliora i nostri standard di analisi: più veloce, più sicuro, più efficiente. È un beneficio per il SAG, per l’apicoltura e per l’agricoltura in generale, perché consente di certificare tracciabilità, assenza di parassiti e sicurezza alimentare con maggiore rapidità”.Lo sviluppo di HoneyAI ha visto la collaborazione della società spagnola Microchip e si basa su processi di machine learning in grado di riconoscere e classificare i pollini contenuti nel miele. Come ha spiegato Patricia Aldea, ricercatrice dell’Università SEK e coordinatrice del progetto, la vera novità è proprio l’impiego dell’intelligenza artificiale: un’analisi tradizionale può richiedere fino a quattro ore ed è soggetta a errori umani, mentre il nuovo sistema fornisce risultati in pochi minuti, con maggiore precisione e a un costo fino a quattro volte inferiore.Il progetto si inserisce nella strategia congiunta tra SAG e Università SEK per la creazione di un laboratorio di riferimento riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OMSA) in materia di patologie apistiche. Ciò potrebbe consolidare il ruolo del Cile come punto di riferimento regionale nella sorveglianza sanitaria, favorendo la cooperazione internazionale e l’accesso a mercati più esigenti.Le proiezioni indicano che l’adozione di tecnologie come HoneyAI potrebbe incrementare il valore annuale del miele e dei prodotti correlati fino al 6%, contro il 2% previsto mantenendo i metodi tradizionali. Oltre a migliorare i processi di tracciabilità e sicurezza, questa innovazione rafforza la competitività del settore apistico cileno e apre nuove prospettive per l’agricoltura familiare e la produzione sostenibile destinata ai mercati globali. (ICE SANTIAGO)
Fonte notizia: REPORTE AGRICOLA
