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24 Luglio 2025

Svizzera

PMI FATICANO A TROVARE PERSONALE, "DIPENDENTI HANNO PIÙ POTERE"

ZURIGO (awp/ats) - Le piccole e medie imprese (PMI) svizzere faticano a trovare personale, un problema reso più acuto dall'accresciuto potere contrattuale dei dipendenti e dall'aumento delle assenze: è quanto emerge da uno studio periodico realizzato dall'assicuratore Axa in collaborazione con l'istituto di ricerca Sotomo.La carenza di manodopera resta di gran lunga la sfida maggiore per le PMI: il 44% delle realtà interpellate - 300 nella Svizzera tedesca e in Romandia, fra il 3 e il 10 marzo - ha avuto sempre o quasi sempre difficoltà a coprire i posti vacanti e un ulteriore 40% ha fatto almeno in parte fatica; solo il 16% non ha avuto alcun problema a trovare il personale richiesto.Queste difficoltà vengono aggravate dalle assenze dei dipendenti, un problema che negli ultimi quattro anni si è nettamente acuito: per circa un quarto delle aziende interpellate questa tematica rappresenta oggi una delle sfide maggiori. "Nonostante l'indebolimento della congiuntura, la carenza di forza lavoro resta quindi un problema strutturale per le PMI", afferma Michael Hermann, responsabile di Sotomo, citato in un comunicato.A rendere più difficile la situazione si aggiunge il fatto che le PMI sono in competizione per accaparrarsi talenti non solo tra di loro, ma anche con grandi aziende (viste dal 67% come una concorrenza forte o moderata) e istituzioni statali. Se da un lato la maggior parte delle PMI si ritiene più appetibile rispetto alle grandi società e allo stato per quanto riguarda valori quali spirito di squadra, apprezzamento e clima di lavoro familiare, dall'altro lato si sentono nettamente svantaggiate per fattori determinanti come salario, previdenza o possibilità di carriera.Particolarmente ricercato, ma difficile da reperire, è il personale altamente specializzato: l'83% delle aziende intervistate ha riscontrato difficoltà a trovarne e il 68% ha affermato di far fatica ad acquisire dirigenti o quadri.Ben altra è la situazione del personale privo di esperienza professionale, la cui ricerca risulta per lo più estremamente semplice.Le PMI concordano nell'affermare che la difficoltà più frequente nella fase di reclutamento è rappresentata da conoscenze specialistiche insufficienti.Le PMI prestano però anche attenzione all'affidabilità (75%) e circa due terzi delle imprese interrogate annoverano l'onestà tra gli aspetti fondamentali. Quasi altrettanto importanti vengono considerati l'idoneità sociale e l'impegno all'interno del team (rispettivamente 55% e 54%). Nel confronto diretto, la predisposizione al lavoro di squadra ha spesso un peso maggiore: poste di fronte a una scelta, quasi tre quarti delle PMI (72%) prediligono infatti questo aspetto alle competenze specialistiche; solo il 19% preferirebbe un profilo tecnicamente più forte ma socialmente meno idoneo."Oggi nella decisione concreta nell'ambito del processo di candidatura pesano sempre più fattori soft, come l'integrazione sociale nel team aziendale", osserva Hermann.In generale, la perdurante carenza di personale ha spostato il rapporto di forza a favore dei lavoratori: secondo lo studio, il 63% delle PMI ritiene che attualmente la controparte abbia maggior potere contrattuale. Circa quattro imprese su dieci devono fare i conti con richieste di salari più elevati e quasi un terzo delle PMI deve fronteggiare crescenti richieste di orari di lavoro flessibili. Nel processo di reclutamento, quasi la metà delle PMI (48%) rileva pretese salariali ritenute piuttosto elevate.Come reazione le società interpellate puntano su una maggiore flessibilità: oltre la metà delle PMI offre attualmente modelli di lavoro individuali e opportunità di lavoro a tempo parziale. Altre misure previste sono benefit supplementari (39%), migliori prestazioni previdenziali e sociali (21%), nonché stipendi più elevati (17%).Mentre negli Stati Uniti i programmi di promozione della diversità, noti con l'acronimo DEI (Diversity, Equity and Inclusion), vengono sempre più spesso revocati a causa della pressione politica esercitata dal nuovo governo, le PMI svizzere proseguono sulla loro strada: il 57% delle società ritiene la diversità in azienda un fattore importante. Le PMI sembrano inoltre convinte che la diversità sia per loro un argomento vincente o che abbia acquisito maggior importanza.  (ICE BERNA)


Fonte notizia: RSF