Svizzera
VIVACE CENTRO ARTISTICO E COMMERCIALE NELLA PERIFERIA DI BASILEA
BASILEA (awp/ats) - Nel quartiere Dreispitz di Basilea, l'alta cultura si incontra, tra l'altro, con un tempio indù e un bordello. L'ex area industriale al confine cantonale tra Basilea Città e Basilea Campagna si è trasformata in un vivace quartiere artistico, culturale e commerciale.È un viaggio in un cosmo speciale, tra gentrificazione - riqualificazione e mutamento fisico e della composizione sociale di aree urbane marginali, con conseguenze spesso non egualitarie sul piano socio-economico ndr. - e passato commerciale: il romanticismo industriale incontra i nuovi edifici progettati da architetti famosi, gli studenti universitari fanno scorta di pranzi in una mensa dove un tempo entravano ed uscivano camionisti, mentre sui binari ferroviari ormai in disuso si organizzano folli gare di draisine ferroviarie (veicoli a due assi con propulsione a mano, ndr.).Dove fino a 15 anni fa i camion da quaranta tonnellate caricavano e scaricavano le loro merci, venivano immagazzinati senza dazi doganali alcolici e sigari dal valore milionario, oggi studenti d'arte, collaboratori radiofonici e visitatori di musei raggiungono l'area in bicicletta e in tram.Oppure si recano in auto in una delle officine di carrozzeria, al bordello o nei loro lussuosi appartamenti.Scuole superiori e museiIl centro del nuovo quartiere è la Freilagerplatz, che prende il nome dall'ex deposito doganale. Nell'ex ala del deposito, che si estende su una lunga distanza, si trovano laboratori e atelier degli studenti della Scuola universitaria d'arti visive e di arti applicate (SUAAV) e della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW).La piazza è dominata dall'edificio centrale della SUAAV, alto 40 metri e inaugurato nel 2014. Esso funge da faro in concorrenza con la "Haus Helsinki" di Herzog & de Meuron. Le archistar basilesi hanno allestito un magazzino espositivo per i loro modelli e progetti nel basamento alto dell'edificio residenziale.Sono stati loro a progettare lo Schaulager della Fondazione Laurenz, inaugurato nel 2003 a poche centinaia di metri di distanza. L'enorme museo d'arte, che ospita la prestigiosa collezione della Fondazione Emanuel Hoffmann, offre visite guidate su prenotazione e ospita regolarmente mostre temporanee aperte al pubblico. Attualmente è possibile ammirare un'installazione luminosa e sonora del celebre videoartista e regista britannico premio Oscar Steve McQueen.Per visitare tutti gli spazi artistici dell'area servono diversi giorni. La maggior parte di essi ha sede in ex magazzini situati nei dintorni della Freilagerplatz e può essere considerata tra le istituzioni sovraregionali più importanti nel campo dell'arte contemporanea.Nel 2011 ha aperto le porte la Haus der Elektronischen Künste (HEK), l'unico museo e centro di competenza in Svizzera dedicato all'arte contemporanea con media elettronici. Attualmente, e fino al 10 agosto, è possibile visitare una mostra sul tema "Altre intelligenze".Tempio indù e bordelloSul retro della HEK il Kunsthaus di Basilea Campagna ha trovato nel 2024 la sua nuova casa in ex magazzini trasformati in generosi spazi espositivi che prima fungevano da deposito di bottiglie di Champagne. L'edificio, sormontato da tre torri che lasciano entrare la luce naturale, ha già vinto un premio di architettura. Al momento vi è esposta una mostra di gruppo dal titolo "Whispers from tides and forests".Allontanandosi un po' dalla Freilagerplatz, ci si imbatte in un variegato insieme di altre istituzioni: ad esempio, un tempio indù decorato con innumerevoli figure divine, un mercato di materiali ricchissimo di merce e un bordello situato nelle immediate vicinanze del centro di formazione dell'associazione dei maestri pittori di Basilea.Eredità di Christoph MerianLa forza trainante dello sviluppo dell'area è la Fondazione Christoph Merian di Basilea. La fondazione, onnipresente nella città renana, prende il nome dal ricco commerciante, agronomo e filantropo basilese Christoph Merian (1800-1858), che acquistò il terreno di ben 50 ettari nel 1840 e lo utilizzò per l'agricoltura. (ICE BERNA)
Fonte notizia: RSF
