Giappone
IL PROSSIMO ANNO IL GIAPPONE INIZIERÀ AD ESTRARRE TERRE RARE IN PROFONDITÀ
Il Giappone inizierà ad estrarre terre rare da un giacimento offshore in un progetto pilota unico nel suo genere che sarà lanciato a gennaio del prossimo anno.La Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology (JAMSTEC) (https://www.jamstec.go.jp/e/) posizionerà una nave di perforazione scientifica in acque profonde, a 100 - 150 chilometri dalla costa dell'isola di Minami-Torishima, un atollo corallino a circa 1.950 km a sud-est di Tokyo. La società ha già estratto con successo terre rare al largo della costa della Prefettura di Ibaraki in un'operazione svoltasi tra agosto e settembre 2022, raggiungendo i 2.500 metri di profondità.Per il prossimo progetto, uno speciale tubo verrà calato a 5.500 metri sotto la superficie dell'oceano per recuperare 35 tonnellate di fango. In caso di successo, sarebbe la prima volta al mondo che una nave riesce ad effettuare tale operazione a quella profondità. I lavori, compreso il posizionamento del tubo, dureranno probabilmente circa tre settimane. La fornitura del tubo - prodotto da una società britannica - e dei vari accessori che lo accompagnano è costata circa 12 miliardi di Yen (83,3 milioni di USD).Sebbene sia la Cina a produrre la maggior parte delle terre rare del mondo, anche i fondali marini della zona economica esclusiva che circonda il Giappone ne sono ricchi. Si stima che la sola area intorno a Minami-Torishima contenga circa 16 milioni di tonnellate di terre rare, la terza riserva più grande al mondo. Particolarmente abbondanti sono il disprosio, utilizzato nei magneti per i motori dei veicoli elettrici, e il gadolinio, presente nelle barre di moderazione utilizzate nel nucleare. Si stima che una tonnellata di fango contenga intorno a 2 kg di terre rare.Il governo giapponese prevede che i minerali estratti possano essere utilizzati nel settore privato già a partire dall'anno fiscale 2028. (ICE TOKYO)
Fonte notizia: NIKKEI ASIA REVIEW
