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15 Aprile 2025

Svizzera

SHOCK TARIFFARIO DI TRUMP: COME SI STA POSIZIONANDO LA SVIZZERA

​Il recente aumento dei dazi doganali statunitensi sulle esportazioni svizzere ha generato un'ondata di preoccupazione tra le imprese elvetiche e ha spinto il governo a riconsiderare le sue strategie commerciali internazionali. A partire da mercoledì, molte merci svizzere esportate negli Stati Uniti sono soggette a dazi del 31%, una percentuale significativamente più alta rispetto al 20% imposto all'Unione Europea e al 10% al Regno Unito. Questa misura ha colpito duramente settori chiave dell'economia svizzera, tra cui l'industria orologiera, la produzione di macchinari, la tecnologia medicale, il cioccolato e il formaggio.  Secondo un sondaggio condotto da Economiesuisse, quasi la metà delle aziende svizzere prevede un impatto significativo da questi dazi. Le piccole e medie imprese, in particolare, rischiano di perdere completamente l'accesso al mercato statunitense.  Il governo svizzero ha espresso sorpresa e disappunto per l'imposizione di dazi così elevati. Il ministro dell'Economia, Guy Parmelin, ha dichiarato che non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti in merito a questi dazi, ma ha sottolineato l'importanza di affrontare la questione. La presidente della Confederazione, Karin Keller-Sutter, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente Trump, esprimendo la speranza di trovare presto una soluzione. Ha inoltre rafforzato i contatti diplomatici con l'Unione Europea, partecipando a una riunione dei ministri delle Finanze dell'UE, un evento storico per un ministro svizzero. ​ La Svizzera sta valutando diverse opzioni per mitigare l'impatto dei dazi statunitensi. Tra queste, l'esplorazione di nuovi mercati, come l'India e il Sud-est asiatico, e la possibilità di rafforzare i legami con l'Unione Europea attraverso un accordo quadro. Tuttavia, quest'ultima opzione incontra resistenze interne, in particolare da parte del partito UDC, preoccupato per la sovranità nazionale. Inoltre, la Svizzera sta considerando investimenti diretti negli Stati Uniti per un valore di 150 miliardi di franchi, come risposta strategica ai dazi imposti. (ICE BERNA)


Fonte notizia: SWI swissinfo.ch