IMPRONTE SVIZZERE A SALERNO: LA STORIA DELLA FAMIGLIA WENNER
Nell’Ottocento, una famiglia di imprenditori svizzeri rivoluzionò l’industria tessile del Mezzogiorno, costruendo un impero economico. Ma i Wenner, divisi tra successo e isolamento, dovettero affrontare rapimenti, crisi e il declino del loro sogno industriale.Sulle colline di Pellezzano, vicino Salerno, si trova Villa Wenner, la più imponente tra i cosiddetti “Villini svizzeri”, dimore costruite nella seconda metà dell’Ottocento da imprenditori svizzeri. Villa Wenner fu per decenni la residenza principale in Italia della famiglia Wenner, tra le protagoniste dell’industrializzazione del Mezzogiorno.Tutto ebbe inizio con Johann Jakob Egg, imprenditore svizzero colpito dalla crisi del blocco napoleonico del 1806. Per evitare il fallimento, Egg emigrò e fondò una filanda a Piedimonte d’Alife (oggi Piedimonte Matese), ponendo le basi per la presenza industriale svizzera in Campania. Molti suoi connazionali lo seguirono, tra cui Friedrich Albert Wenner, trasferitosi a soli 17 anni da San Gallo a Napoli nel 1829.Wenner contribuì alla fondazione di un polo manifatturiero a Fratte (Salerno), in collaborazione con altri imprenditori svizzeri. La zona divenne un centro tessile d'eccellenza, con filande e tintorie moderne. L’impresa Wenner si affermò nel corso dell’Ottocento per innovazione tecnologica e qualità della produzione, dando lavoro a centinaia di persone.Nel 1862, la famiglia costruì Villa Wenner, simbolo della propria integrazione nel tessuto economico locale, ma non sociale. Infatti, nonostante l’apporto all’occupazione, gli imprenditori svizzeri mantennero un certo distacco, che generò tensioni. Queste culminarono nel 1865 con il rapimento di Federico Wenner, figlio di Alberto, da parte della banda del brigante Gaetano Manzo. Il sequestro durò quattro mesi e si concluse con il pagamento di un riscatto.L’Unità d’Italia segnò un momento critico per l’industria salernitana. La fine del regno borbonico e l’annessione al Regno d’Italia causarono instabilità. Tuttavia, Wenner, rimasto senza soci, riuscì a rilanciare l’impresa grazie a tecnologie all’avanguardia, come la sbiancatura a pressione.Il declino iniziò nel XX secolo, con la crisi economica post-bellica, la concorrenza internazionale e il mutamento del mercato tessile. L’ultimo colpo arrivò nel 1918, quando l’impresa fu acquisita da un gruppo di investitori italiani su spinta del governo. Si concluse così, dopo 105 anni, la lunga storia della presenza svizzera nell’industria tessile del Sud Italia. (ICE BERNA)
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