Bulgaria
RETRIBUZIONI IN CRESCITA DEL 44,8% IN BULGARIA
Secondo un'analisi della Commissione Europea, la Bulgaria ha registrato il più elevato aumento reale dei salari nell'Unione Europea dal 2019 a oggi. Nel periodo 2019-2026 i redditi da lavoro sono cresciuti del 44,8% al netto dell'inflazione, un risultato che testimonia il progressivo avvicinamento del tenore di vita bulgaro a quello degli altri Paesi europei. Tuttavia, la Commissione Europea segnala che l'aumento delle retribuzioni sta procedendo a un ritmo superiore rispetto a quanto giustificato dai fondamentali economici, quali la produttività del lavoro, l'inflazione e il tasso di disoccupazione. Nel 2025 la crescita salariale è risultata superiore di 3,4 punti percentuali rispetto al livello coerente con le condizioni economiche del Paese, rappresentando il maggiore scostamento registrato nell'intera Unione Europea. Negli ultimi anni il governo bulgaro ha aumentato ripetutamente le retribuzioni nel settore pubblico, in particolare nell'amministrazione, nell'istruzione e nei comparti della sicurezza. Inoltre, i nuovi meccanismi introdotti per determinare il salario minimo e le retribuzioni nelle forze dell'ordine hanno ulteriormente accelerato la dinamica dei costi del lavoro. La produttività del lavoro ha registrato una crescita media annua del 2,2% tra il 2019 e il 2026, il tasso più elevato dell'Unione Europea. Nonostante questo risultato positivo, l'incremento della produttività non è stato sufficiente a compensare completamente la forte crescita delle retribuzioni. Di conseguenza, il costo del lavoro per unità di prodotto è aumentato mediamente dell'8,7% all'anno, collocando la Bulgaria al secondo posto nell'UE dopo l'Ungheria per crescita di questo indicatore. Secondo la Commissione, tale evoluzione potrebbe rappresentare un rischio per la competitività delle imprese bulgare, soprattutto per quelle industrie che basano il proprio vantaggio competitivo su costi di produzione relativamente contenuti. Se le aziende non riusciranno ad aumentare l'efficienza operativa, investire in innovazione o orientarsi verso produzioni a maggiore valore aggiunto, la rapida crescita dei salari potrebbe comprimere i margini di profitto, rallentare gli investimenti e limitare la creazione di nuovi posti di lavoro. Un ulteriore elemento di criticità riguarda il persistente deficit di manodopera. La Bulgaria destina alle politiche attive per il mercato del lavoro appena lo 0,21% del PIL, contro una media dello 0,45% nei Paesi dell'OCSE. Inoltre, una quota rilevante delle risorse disponibili viene indirizzata verso programmi di occupazione temporanea sovvenzionata anziché verso attività di riqualificazione professionale e sviluppo di nuove competenze. Secondo la Commissione Europea, questa impostazione riduce la capacità del mercato del lavoro di reintegrare i disoccupati di lungo periodo e di rispondere in modo efficace alla crescente domanda di personale qualificato da parte delle imprese. Nel complesso, il quadro delineato mostra un Paese che sta rapidamente recuperando terreno in termini di redditi e standard di vita rispetto al resto dell'Unione Europea, ma che deve affrontare la sfida di mantenere sostenibile tale crescita salariale attraverso un aumento della produttività, una maggiore qualificazione della forza lavoro e politiche economiche capaci di preservare la competitività del sistema produttivo. (ICE SOFIA)
Fonte notizia: Commissione Europea
