Brasile
BRASILE, PENSIONI INCERTE APRONO SPAZIO ALLA PREVIDENZA PRIVATA
Solo il 28% prevede il ritiro a 60 anni, il 92% dei pensionati dipende dall’INSSL’incertezza sulle pensioni pubbliche amplia in Brasile il potenziale mercato per previdenza privata, assicurazioni vita e prodotti di risparmio di lungo periodo. Solo il 28% dei brasiliani ritiene infatti di poter andare in pensione a 60 anni, mentre l’11% pensa che non riuscirà mai a smettere di lavorare. Secondo uno studio Datafolha commissionato dalla Federazione nazionale della previdenza privata e delle assicurazioni vita (Fenaprevi), il 59% indica comunque i 60 anni come età ideale per il ritiro, contro il 54% nel 2024. Tra i pensionati, il 92% dipende dall’INSS, il sistema previdenziale pubblico, come principale fonte di reddito. Tra i lavoratori che prevedono di contare sull’INSS, il 65% non sa quanto riceverà e solo il 35% dichiara di conoscere l’importo atteso. Il 53% stima una pensione non superiore al salario minimo, oggi di 1.621 reais, circa 275 euro, mentre il 56% prevede di dover ridurre le spese. Per gli operatori finanziari e assicurativi, il divario tra reddito pensionistico atteso e necessità di mantenere il tenore di vita rappresenta un bacino di domanda per soluzioni di previdenza complementare e accumulo di capitale. (ICE SAN PAOLO)
Fonte notizia: ANSA
