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22 Luglio 2026

Giappone

TESORI RARI TORNANO IN GIAPPONE: 12.500 giocattoli acquistati da un collezionista italiano

Jungle Corporation (https://jungle-scs.net/) ha acquistato una collezione di circa 12.500 giocattoli da un importante collezionista italiano e ha iniziato a esporre e vendere circa 7.000 di questi oggetti, legati agli anime sui robot.La collezione è stata raccolta nell’arco di circa 30 anni da Guglielmo Signora (https://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Signora), un fumettista e illustratore italiano noto anche come ricercatore nel campo dei giocattoli robotici giapponesi. Signora è una figura ben nota nella comunità dei collezionisti europei, anche per aver pubblicato libri sui giocattoli robotici giapponesi. Egli ha deciso di separarsi dalla sua collezione a causa della mancanza di spazio e degli elevati costi di conservazione. Tuttavia, il mercato europeo di questo tipo di articoli per hobby è costituito principalmente da piccoli negozi indipendenti; non esistevano rivenditori specializzati in grado di acquistare un’intera collezione in un’unica soluzione. Di conseguenza, si è rivolto a Jungle – con cui aveva instaurato un rapporto grazie ad anni di partecipazione al “Lucca Comics & Games (https://www.luccacomicsandgames.com/)”, il più grande evento di cultura pop d’Italia – per chiedere se fossero disposti ad acquistare la collezione in blocco.All’interno della vetrina dell’“ENTERTAINMENT HOBBY SHOP JUNGLE” (gestito dalla Jungle Corporation nel quartiere di Nipponbashi a Osaka) è esposta una vasta gamma di giocattoli vintage rari, provenienti principalmente dagli anni ’70 e ’80. La selezione comprende articoli quali Mazinger Z, Mobile Suit Gundam e Transformers. Tra questi spicca una statuetta del robot Gundam che non è stata praticamente mai distribuita in Giappone e che dovrebbe raggiungere un prezzo di svariati milioni di yen (pari a diversi milioni/centinaia di migliaia di euro).Koji Shiota, amministratore delegato dell’azienda, ha commentato: «Qui ci sono articoli che nemmeno i collezionisti giapponesi hanno mai visto prima. Vogliamo prima esporli affinché il pubblico possa ammirarli, per poi valutare in futuro modalità di vendita come le aste». (ICE TOKYO)


Fonte notizia: Sankei Shimbun, 17 lug 2026