Svizzera
SANITÀ SVIZZERA: I COSTI CRESCONO PIÙ DI QUANTO LA POPOLAZIONE POSSA SOPPORTARE
A trent'anni dall'introduzione della LAMal (1996), l'assicurazione sanitaria obbligatoria svizzera, il sistema affronta una crescente crisi di sostenibilità economica. Pur garantendo cure di alta qualità e un'aspettativa di vita tra le più alte al mondo, l'aumento dei costi sta mettendo sotto pressione il principio di solidarietà su cui si fonda. Come ha dichiarato la segretaria di Stato dell'economia Helene Budliger Artieda, la Svizzera si trova davanti a un "trilemma" tra sostenibilità dei costi, accessibilità delle nuove terapie e redditività dell'industria farmaceutica. A differenza di molti Paesi che finanziano la sanità tramite tassazione, il sistema svizzero è finanziato direttamente da premi mensili e spese a carico della popolazione. Nel 2024 il Governo ha speso circa il 12% del PIL in sanità, il quarto dato più alto nell'OCSE, con una crescita media annua dei costi stimata al 3,9% tra 2024 e 2027. Tra le cause: aumento delle malattie croniche, elevato ricorso a interventi chirurgici non urgenti (la Svizzera ha quasi il doppio delle protesi d'anca rispetto alla media OCSE) e il forte incremento dei prezzi di farmaci innovativi come le terapie geniche. Questo si riflette sui premi: nel 2024 la media mensile per un adulto era di 423 franchi, pari al 7% del reddito disponibile medio (contro il 4% del 2004). Un'iniziativa popolare per limitare i premi al 10% del reddito familiare è stata respinta nel 2024, per il timore di ridurre qualità e accessibilità delle cure. Dal 2022 il Governo ha avviato un pacchetto di contenimento dei costi in più fasi, tra cui revisione dei prezzi dei farmaci, maggiore uso di generici, misure volontarie con Cantoni e associazioni di pazienti (obiettivo: 300 milioni di franchi di risparmio annuo dal 2026, giudicati "ridicolmente esigui" da alcuni economisti rispetto al budget sanitario di quasi 100 miliardi) e una riforma sulla ripartizione dei costi tra assicuratori e Cantoni. Il Consiglio federale valuta anche tetti alla crescita del budget sanitario 2028-2031 e un aumento della franchigia minima. Un ulteriore elemento di tensione riguarda l'industria farmaceutica, che rappresenta il 40% delle esportazioni svizzere: lo scorso anno l'Ufficio federale della sanità pubblica ha escluso dal rimborso un farmaco oncologico di Roche dopo il fallimento delle trattative sul prezzo, mentre le politiche tariffarie di Trump sui farmaci aumentano la pressione affinché la Svizzera accetti prezzi più alti. (ICE BERNA)
Fonte notizia: swissinfo.ch
