Svizzera
EXPORT ITALIANO VERSO LA SVIZZERA IN FORTE CRESCITA NEL PRIMO TRIMESTRE 2026: +44,1%, ma il traino arriva dai metalli
Nel primo trimestre 2026 la Svizzera si conferma uno dei mercati più dinamici per l’export italiano fuori dall’Unione europea. Secondo le tavole Geoateco Istat collegate al comunicato sul commercio estero di marzo 2026, le esportazioni italiane verso la Confederazione hanno raggiunto 11,338 miliardi di euro, in crescita del 44,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le importazioni italiane dalla Svizzera si sono invece attestate a 4,182 miliardi di euro, in calo dell’1,9%, generando un saldo commerciale positivo per l’Italia di circa 7,156 miliardi di euro. Istat indica tra gli allegati ufficiali del comunicato di marzo 2026 la Serie Geoateco, utilizzata per il dettaglio geografico e settoriale degli scambi.Il dato svizzero si inserisce in un quadro nazionale moderatamente positivo: nel primo trimestre 2026 l’export italiano complessivo registra una crescita tendenziale dell’1,3%, mentre l’import è pressoché stazionario a +0,1%; l’avanzo commerciale sale a 10,8 miliardi di euro, contro 8,9 miliardi nel primo trimestre 2025. La performance verso la Svizzera risulta quindi nettamente superiore alla media nazionale e rappresenta uno dei contributi più rilevanti alla dinamica dell’export italiano.La crescita, tuttavia, va letta in modo selettivo. Il principale driver è il comparto dei metalli di base e prodotti in metallo, che nelle vendite italiane verso la Svizzera vale circa 5,142 miliardi di euro nel trimestre, pari a oltre il 45% dell’export bilaterale, con un aumento tendenziale di circa +290,6%. La stessa Istat segnala che, a marzo, la crescita dell’export italiano è stata spiegata per oltre metà dall’aumento delle vendite di metalli, in particolare verso Svizzera e Francia.La lettura corretta è quindi prudente: il forte aumento dell’export italiano verso la Svizzera non segnala necessariamente un’espansione generalizzata della domanda svizzera, ma appare trainato soprattutto da flussi industriali specifici e ad alto valore, con una concentrazione evidente nei metalli. Il contesto macroeconomico svizzero resta infatti selettivo: secondo SECO, nel primo trimestre 2026 il PIL svizzero è cresciuto dello 0,4%, dopo il +0,2% del trimestre precedente, con l’industria come principale motore ma una domanda finale domestica ancora debole.Anche il commercio estero svizzero conferma un quadro non uniformemente espansivo. Secondo il Federal Office for Customs and Border Security, nel primo trimestre 2026 le esportazioni svizzere sono diminuite del 4,2% rispetto al trimestre precedente, mentre le importazioni sono calate del 4,7%; il saldo commerciale è rimasto positivo per 11,1 miliardi di franchi, ma in riduzione. Il rallentamento è stato influenzato in modo rilevante dal comparto chimico-farmaceutico.Il ruolo della Svizzera emerge anche dall’ultimo dato disponibile di aprile. Istat rileva infatti un aumento tendenziale delle esportazioni italiane verso la Confederazione del 39,4%, tra i più marcati tra i mercati extra-UE, insieme a Cina, Paesi OPEC e Stati Uniti. Nei primi quattro mesi del 2026 l’export italiano verso i Paesi extra-UE cresce del 3,7%. Lo stesso andamento è ripreso anche dalla notizia allegata del Sole 24 Ore, che evidenzia il ruolo di Svizzera, Cina e Stati Uniti nel trainare la crescita dell’export italiano extra-UE ad aprile.In sintesi, il primo trimestre 2026 conferma la centralità della Svizzera per l’export italiano, ma con una composizione fortemente concentrata. La dinamica è positiva e rilevante per il saldo commerciale italiano, ma la sua sostenibilità andrà verificata nei prossimi mesi, soprattutto per capire se il contributo dei metalli resterà eccezionale o se la crescita si allargherà anche ad altri comparti del Made in Italy industriale. (ICE BERNA)
Fonte notizia: Istat & Sole24Ore
