Israele
LA RIVOLUZIONE DEI LAVORATORI STRANIERI TRASFORMA L’ECONOMIA ISRAELIANA
Il blocco totale della manodopera palestinese e la partenza di migliaia di operai cinesi dopo il 7 ottobre hanno spinto l'economia israeliana verso una trasformazione epocale. Per evitare la paralisi di interi comparti, il Governo ha approvato quote senza precedenti per l'ingresso di decine di migliaia di lavoratori stranieri, provenienti principalmente da India, Sri Lanka e Thailandia. Oggi la loro presenza è diventata strutturale non solo nei cantieri edili — dove si registrano circa 79.000 occupati nel primo trimestre del 2026 —, ma anche nella grande distribuzione, nell'industria alimentare e nella ristorazione. Se da un lato questo afflusso di massa ha salvato le catene di approvvigionamento e i servizi essenziali, dall'altro ha fatto lievitare i costi per le imprese del 25%, a causa delle spese per alloggi e assistenza medica. Il Paese ha così ridotto la storica dipendenza economica dai territori palestinesi, ma si trova ora a gestire le sfide logistiche e i rincari di una nuova, massiccia dipendenza internazionale. (ICE TEL AVIV)
Fonte notizia: calcalist
