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31 Maggio 2026

Arabia Saudita

DECARBONIZZARE IL SETTORE DEL CEMENTO IN ARABIA SAUDITA

Il cemento rappresenta il fulcro della trasformazione edilizia ed economica dell'Arabia Saudita, trainata dai mega-progetti di Vision 2030, ma la sua produzione comporta una significativa impronta ambientale, con emissioni annue stimate in 37,7 megatonnelate di CO2. Come spiegato da Bassam Dally, docente alla KAUST e guida della Future Cement Initiative, la decarbonizzazione del settore è particolarmente complessa: il 60% delle emissioni è infatti legato indissolubilmente alla reazione chimica di trasformazione del calcare in clinker, mentre il restante 40% deriva dalle altissime temperature (circa 1.450°C) necessarie per alimentare i forni. A fronte di una domanda interna che si prevede raggiungerà i 67 milioni di tonnellate all'anno entro il 2030, il Regno non intende frenare la crescita, ma punta a una transizione tecnologica simultanea per centrare l'obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2060. Per ridurre l'intensità carbonica, l'Arabia Saudita può sfruttare un vantaggio geologico unico: la presenza nei campi vulcanici di materiali pozzolanici naturali (come scoria, pomice e basalto) in grado di sostituire parzialmente il clinker, soluzioni già impiegate da Aramco in grandi progetti industriali. Parallelamente, la ricerca della KAUST si sta concentrando sull'efficientamento dei processi tramite l'intelligenza artificiale, sui carburanti puliti e, soprattutto, sulle tecnologie di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS), considerate indispensabili per eliminare le emissioni di processo insuperabili. Il Paese gode già di una solida competenza infrastrutturale nella gestione della CO2 derivata dal settore petrolifero e guarda con interesse a tecniche innovative come la carbonatazione precoce del calcestruzzo prefabbricato, che permette di immagazzinare l'anidride carbonica direttamente nei materiali aumentando al contempo la durabilità delle infrastrutture nei climi ostili del Golfo. Nonostante le enormi potenzialità, la transizione deve ancora superare barriere normative e commerciali, come la necessità di aggiornare gli standard tecnici nazionali per i cementi miscelati e l'assenza di tassazioni sul carbonio che rendano questi investimenti sostenibili su base puramente commerciale. Secondo Dally, la svolta a breve termine avverrà integrando specifiche di bassa intensità carbonica negli appalti pubblici dei grandi progetti governativi, trasformando così la decarbonizzazione del cemento da un obbligo climatico a un imperativo di competitività commerciale sul mercato globale.   Font notizia:Arab News https://www.arabnews.com/node/2645327/business-economy (ICE RIYADH)


Fonte notizia: Arab News