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29 Maggio 2026

Svizzera

BORSA SVIZZERA CONTINUA A VOLARE, ECCO IL PERCHÉ E DOVE SONO RISCHI

Una striscia positiva che non sembra avere fine: la borsa svizzera ha messo a segno dieci sedute al rialzo consecutive, e l'undicesima appare ormai a portata di mano. Nel corso delle ultime contrattazioni, lo Swiss Market Index (SMI) ha guadagnato lo 0,5%, portandosi a quota 13.600 punti. L'indicatore si avvicina così al massimo storico di 14.064 punti di fine febbraio, lasciandosi alle spalle il minimo annuale di 12.053 registrato in marzo dopo lo scoppio della guerra in Iran. Questa euforia non è isolata: oltreoceano, l'S&P 500 e il Nasdaq ritoccano i propri record, con quest'ultimo oltre la storica soglia dei 30.000 punti. In Asia, il Nikkei giapponese e il Kospi coreano viaggiano vicino ai massimi, mentre in Europa il Dax tedesco, il CAC 40 francese e il FTSE 100 inglese replicano la solida traiettoria elvetica.Il motore trainante di questa imponente ondata di acquisti ha un nome ben preciso: l'intelligenza artificiale. I mercati sono letteralmente dominati dall'entusiasmo per la rivoluzione tecnologica e dai risultati straordinari di colossi come Nvidia e Samsung. Gli investitori scommettono sul fatto che l'IA genererà investimenti colossali e enormi aumenti di produttività nei prossimi anni. A rinfocolare l'ottimismo contribuiscono inoltre le prospettive di sbarco in borsa di pesi massimi del settore come OpenAI e SpaceX. Secondo gli analisti di Swissquote, i titoli legati all'IA sono ormai considerati un nuovo "porto sicuro": scarsamente sensibili ai cicli economici, con margini elevatissimi e una crescita strutturale tale da spingere ad accettare valutazioni vertiginose, che in altri tempi sarebbero state considerate irrazionali.L'aspetto che più sorprende gli esperti è il netto disallineamento tra l'esuberanza dei mercati e il deterioramento del quadro macroeconomico reale. Al di fuori del comparto tecnologico, l'economia globale mostra infatti segnali di affanno. Gli indici PMI indicano un calo dell'attività, i consumi perdono slancio e i costi di finanziamento aumentano. Molti settori tradizionali lottano con la contrazione della domanda e la pressione sui margini, schiacciati anche dalle incertezze geopolitiche in Medio Oriente. A complicare lo scenario si aggiunge il greggio, con il Brent stabile poco sotto i 100 dollari al barile. Questo prezzo elevato rischia di colpire l'economia reale con un effetto ritardato, alimentando l'inflazione e riducendo le speranze di un allentamento monetario da parte delle banche centrali, nonostante le forti oscillazioni legate alle tensioni nello stretto di Hormuz.Nel breve periodo il rally potrebbe proseguire, sostenuto dall'inerzia dell'ottimismo per il comparto tech e dalle speculazioni sulle future quotazioni. Tuttavia, nel medio e lungo termine la struttura appare fragile. Se le aspettative sull'IA venissero deluse o se l'inflazione dovesse riaccendersi a causa del caro energia, il mercato andrebbe incontro a correzioni significative, poiché i prezzi attuali incorporano già uno scenario perfetto. Anche un eventuale accordo di pace potrebbe paradossalmente innescare prese di beneficio, seguendo il classico adagio finanziario "Buy the rumor, sell the news", mentre resterà da vedere se i guadagni si estenderanno finalmente a tutto il listino o se rimarranno confinati al tech.Il pericolo più serio, e attualmente più sottovalutato dagli operatori, risiede però nella profonda discrepanza tra il comparto azionario e quello obbligazionario. Mentre le borse continuano a festeggiare come se il taglio dei tassi d'interesse fosse imminente, il mercato dei bond lancia segnali d'allarme espliciti. I rendimenti dei titoli di Stato, in particolare quelli statunitensi, sono balzati ai massimi da anni nonostante i dati economici deboli. I bond segnalano chiaramente che l'inflazione non è ancora stata sconfitta e che il denaro resterà costoso a lungo, costringendo la Federal Reserve a mantenere una linea restrittiva o, nello scenario peggiore, a valutare nuovi aumenti. Ignorare questa divergenza potrebbe essere il vero passo falso dei mercati finanziari globale. (ICE BERNA)


Fonte notizia: awp/ats