Bulgaria
LA BNB INTERVIENE SUL CAPITALE DELLE BANCHE PER RAFFREDDARE IL MERCATO DEI MUTUI
La Banca Nazionale Bulgara (BNB) ha annunciato il primo aumento del buffer di capitale anticiclico dopo tre anni e mezzo, segnando un nuovo intervento di politica macroprudenziale volto a contenere la crescente espansione del credito, in particolare nel settore dei mutui immobiliari. L’aumento sarà contenuto, pari a 0,25 punti percentuali, e entrerà in vigore dal secondo trimestre del 2027, quindi con un anno di anticipo per consentire alle banche di adeguarsi. Questa misura comporta che, per ogni nuovo prestito concesso, le banche dovranno accantonare una maggiore quantità di capitale, con l’obiettivo di raffreddare il ritmo del credito e ridurre i rischi sistemici. L’ultima decisione sul buffer anticiclico risale a settembre 2022, quando la BNB lo fissò al 2%, livello poi applicato a partire da ottobre 2023. Da allora, la banca centrale ha fatto ricorso ad altri strumenti regolamentari. Nel 2023, la BNB ha aumentato i requisiti di riserva obbligatoria per le banche dal 10% al 12%, mentre nel 2024 ha introdotto limiti stringenti alla concessione dei nuovi mutui ipotecari. Queste misure, orientate principalmente alla tutela dei consumatori, mirano a ridurre la componente più rischiosa del credito, soprattutto verso soggetti con redditi più bassi. Attualmente restano in vigore limiti chiave: il rapporto prestito/valore dell’immobile (LTV-O) non può superare l’85%; il rapporto tra servizio del debito e reddito mensile (DSTI-O) deve restare inferiore al 50%; la durata massima dei mutui è limitata a 30 anni. Nonostante questi interventi, la BNB rileva che nel quarto trimestre del 2025 l’attività creditizia è rimasta elevata. Inoltre, sono aumentati anche i rischi esterni e i potenziali effetti negativi sulla qualità del credito. Pur riconoscendo che l’indicatore tradizionale di surriscaldamento — lo scostamento del rapporto credito/PIL dalla sua media di lungo periodo — resta negativo, la BNB sottolinea che tale indicatore non riflette adeguatamente i rischi ciclici attuali. Con questo aumento, la Bulgaria resta tra i Paesi dell’UE con i livelli più alti di buffer anticiclico: solo la Danimarca applica un livello superiore (2,5%), mentre Paesi come Paesi Bassi e Svezia si attestano anch’essi al 2%. In generale, la BNB è considerata una delle autorità di vigilanza più conservatrici dell’UE, imponendo alle banche requisiti patrimoniali complessivi molto elevati. A livello europeo, dal 2015 valgono standard comuni minimi di capitale (8% di adeguatezza patrimoniale totale, 6% di capitale di primo livello e 4,5% di CET1), sopra i quali i regolatori nazionali possono imporre ulteriori buffer. La BNB fin dall’inizio ha applicato quasi tutti i buffer consentiti ai massimi livelli, tra cui il buffer per il rischio sistemico (3%), il buffer di conservazione (2,5%), quello per le istituzioni di rilevanza sistemica (fino al 2%) e, dal 2019, il buffer anticiclico. Con l’aumento al 2,25%, per la prima volta la BNB adotta un incremento molto graduale. Considerando l’effetto cumulativo di tutti i buffer, entro un anno il requisito CET1 per le maggiori banche raggiungerà circa il 13,25%, mentre l’adeguatezza patrimoniale totale salirà a circa 16,75%, con ulteriori possibili incrementi derivanti da requisiti individuali (Pillar 2). Secondo i dati della BNB, a fine 2025 l’intero sistema bancario bulgaro presentava livelli di capitale ampiamente superiori sia ai minimi regolamentari sia alla media UE, anche se tali valori risultano distorti dall’importante ricapitalizzazione della Banca Bulgara per lo Sviluppo, effettuata nell’autunno scorso con oltre 2 miliardi di euro di fondi pubblici. (ICE SOFIA)
Fonte notizia: Capital
