Giappone
GIAPPONE: URGENTE RIVEDERE LE NORME SULLA PUBBLICITÀ DEI COSMETICI
Il 15 maggio il “J-Beauty Industry Study Group”, gruppo di parlamentari del Partito Liberal Democratico, ha presentato una proposta per rafforzare la competitività dell’industria della bellezza giapponese, chiedendo che la J-Beauty venga riconosciuta come “industria strategica nazionale” e inserita nelle strategie di crescita del governo. L’obiettivo è sostenere in modo integrato non solo il settore cosmetico, ma anche saloni di bellezza, nail art, estetica, beauty tech e apparecchiature estetiche.La proposta si articola su due direttrici principali: il sostegno all’espansione internazionale e la revisione delle normative interne.Al centro della strategia globale vi è la creazione di un “J-Beauty Consortium”, una piattaforma trasversale che riunisca le industrie della bellezza giapponese per valorizzare non soltanto i cosmetici, ma anche le tecniche estetiche e i servizi beauty in stile giapponese, insieme alla cultura e all’estetica del Giappone.Il consorzio, che coinvolgerebbe associazioni di categoria e aziende del settore, avrebbe il compito di costruire una struttura comune a supporto dell’espansione internazionale, rafforzando al tempo stesso le capacità OEM/ODM del Paese e promuovendo investimenti condivisi in ricerca e sviluppo.Sul fronte del marketing, il progetto prevede anche collaborazioni con JETRO (Japan External Trade Organization) e un maggiore utilizzo di influencer per la promozione all’estero.Un altro punto centrale riguarda la revisione delle restrizioni pubblicitarie previste dalla normativa farmaceutica giapponese. Attualmente le espressioni consentite per descrivere l’efficacia dei cosmetici sono limitate a 56 categorie, una rigidità che - secondo i promotori - penalizza la competitività dei prodotti giapponesi rispetto ai concorrenti stranieri.La proposta punta quindi a consentire indicazioni numeriche, come le percentuali di idratazione, oltre alla possibilità di utilizzare testimonianze e recensioni dei consumatori. Il Ministero della Salute avrebbe già mostrato apertura verso un ampliamento delle possibilità espressive, con l’obiettivo di introdurre le modifiche entro il prossimo anno.Nel complesso, l’industria J-Beauty - che comprende cosmetici, beauty device, parrucchieri, nail art ed estetica - vale circa 10.000 miliardi di yen. Il settore impiega circa 10 milioni di persone, molte delle quali donne, e viene quindi considerato anche importante per la partecipazione femminile nel mercato del lavoro. (ICE TOKYO)
Fonte notizia: WWD JAPAN
